Inter, via al dopo Perisic Bergwijn, Kostic e Carrasco


La strada in comune prevede ancora dieci stazioni, e durerà un paio di mesi abbondanti. Poi, nella speranza di aver centrato obiettivi personali e soprattutto di squadra, diventerà reale quella separazione già ventilata un paio di volte. Indipendentemente da come finirà la telenovela Icardi, Inter e Perisic sono destinati a lasciarsi. La volontà del giocatore era quella anche a gennaio, l’Inter ora è d’accordo. Servirà solo l’offerta giusta: con i mesi estivi davanti, c’è lo spazio perché si concretizzi. I dirigenti nerazzurri sono già al lavoro per sostituirlo, anche se al momento siamo ancora alle «fasi di studio» dei profili più adatti: i nomi sul taccuino di Marotta ed Ausilio sono almeno tre (più uno). In prima fila c’è l’olandese del Psv Steven Bergwijn, ma le vie alternative portano a un riallacciamento dei rapporti con Yannick Carrasco (Dalian), o a una virata su Filip Kostic, appena incrociato con l’Eintracht. L’Inter poi resta alla finestra anche per Hirving Lozano, altro uomo del Psv, su cui però il Napoli è più avanti. E Federico Chiesa resta a dir poco apprezzato, ma arrivarci è complicato, come vediamo in altre pagine. Questi i candidati per riempire la casella che lascerà libera il croato, considerando che l’altra fascia, quella destra, sarà affidata stabilmente a Politano, per cui verrà esercitato il diritto di riscatto dal Sassuolo. Al massimo Ausilio proverà ad abbassare quei 20 milioni con l’inserimento di Emmers, oggi in prestito alla Cremonese. Non sicura, ma possibile, anche la conferma di Keita, ma in questo caso si dovrà trattare sulle cifre col Monaco (troppi 34 milioni).

le ali — Bergwijn, classe 1997, è uno dei «colpevoli» dell’eliminazione in Champions dei nerazzurri. A San Siro strappò palla a Asamoah, servendo l’assist per il messicano Lozano. Nonostante i 21 anni, ha già 87 presenze in Eredivisie con il Psv: esordì non ancora 18enne, nell’ultima stagione è a 11 gol e 12 assist. Nazionale oranje, può giocare su entrambe le fasce, ma preferisce partire a sinistra per tirare di destro, il piede «forte». La dote più appariscente è la conduzione di palla in velocità (come il compagno Lozano), ma sta migliorando sottoporta. L’ultima valutazione del Psv, che ha sentito bussare da molte big europee, è di 40 milioni. Ne servono meno per arrivare a Kostic, un altro che ha fatto male agli uomini di Spalletti in Europa: il serbo ha 26 anni, l’anno scorso è retrocesso con l’Amburgo e dopo una lunga e calda estate di mercato, con tanto di confronti con gli ultrà e polemiche per il folto gruppo di agenti, rappresentati e familiari che lo accompagnavano, è andato in prestito biennale all’Eintracht, con diritto di riscatto a 6,5 milioni. Un affare, che a Francoforte potrebbero voler trasformare in una plusvalenza, visto che le sue prestazioni a sinistra stanno attirando attenzioni. La terza via porta in Cina, al belga Carrasco: meno corsa e più classe, più una ferrea volontà di tornare in Europa, già espressa nelle ultime due sessioni. A gennaio era stato vicino, poi non arrivò l’offerta per Perisic. Era solo un rinvio?

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