Salvini, invito a Gattuso "Lo adoro, ceni con me"


Prima punture di spillo, poi le bordate e ora timidi segnali di pace, con tanto di invito a cena. È l’evoluzione della querelle tra il vicepremier, ministro dell’Interno e tifoso rossonero Matteo Salvini e il tecnico del Milan, Gennaro Gattuso. Una “faida” che viene da lontano e che ora vede una nuova puntata scritta, per ora, dal ministro-tifoso rossonero che usa toni distensivi.
i precedenti — Gli ultimi episodi erano stati un crescendo: dopo Lazio-Milan finita 1-1 con rimonta dei biancocelesti il ministro in tribuna aveva detto: “Fossi stato in Gattuso avrei fatto qualche cambio: i giocatori erano stanchi, non capisco per quale motivo non abbia cambiato qualcosa nel secondo tempo”. L’altro, senza troppi complimenti, gli aveva risposto di pensare alla politica “perché con tutti i problemi che abbiamo nel nostro Paese, se il vicepremier parla di calcio significa che siamo messi male”. Poi erano state bordate: “Il nostro Milan non c’è più, vergogna” aveva accusato il ministro dopo la sconfitta col Torino. Mentre l’altro, scuro in volto ma diplomatico aveva risposto: “La vergogna la prendo tutta io”, quanto al vicepremier: “Gli auguro di fare un grandissimo lavoro perché ne abbiamo bisogno”.

scoppia la pace? — “Io adoro Gennaro Gattuso, e il 27 maggio sono pronto a offrirgli una cena a base di pesce – ha detto Salvini a margine di un convegno a Milano – So che lui ha un ottimo ristorante, sarebbe poco educato autoinvitarsi però mi autoinvito a Gallarate (dove appunto l’allenatore ha un ristorante, ndr), a campionato finito ed elezioni europee finite, così siamo tutti e due più tranquilli”. Un invito senza condizioni: “Anche senza Champions, comunque vada”. E a domanda diretta: Bakayoko è invitato? La risposta, con un sorriso, è netta: “No”.

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