Mls, sarà rivoluzione? Tas decide sulle promozioni


In una stanza mantenuta segreta di un hotel di Manhattan, domani e giovedì tre giudici del Tas di Losanna (un americano, uno svizzero e un loro superiore, israeliano, che prenderà la decisione) si riuniranno in un’udienza straordinaria (perché inusualmente tenuta al di fuori dei confini svizzeri) e di eccezionale importanza per il soccer. Presenti solo gli avvocati delle due parti in conflitto, in quella stanza potrebbe avvenire una rivoluzione epocale. Sul tavolo, l’annosa questione delle promozioni e retrocessioni, regolamentata in modo chiaro dallo statuto Fifa.
in difesa — Da un lato, la Federcalcio Usa che difende con le unghie l’esenzione concessa (esiste soltanto in Australia e in parte in India) di avere tornei chiusi, sul modello degli altri grandi sport yankee come Nba (basket), Nfl (football americano), Mlb (baseball) e Nhl (hockey); dall’altro due società di terza divisione (il Kingston Stockade e il Miami Fc) che chiedono l’abolizione del privilegio. Una decisione a favore dei due club (per la sentenza occorrerà qualche settimana) creerebbe probabilmente un precedente anche in altri ambiti.
principi blindati — Lo statuto Fifa sul tema è inflessibile. Stabilisce che tutti i campionati sotto la sua egida prevedano promozioni e retrocessioni. È il principio irrinunciabile che ha sempre regolato il calcio: si avanza o si retrocede per meriti sul campo, non per potenza economica. Ma negli Stati Uniti, la Major League Soccer (in piedi dal 1996), è invece una Lega blindata: si viene ammessi solo sborsando dai 150 ai 200 milioni di dollari. Si può arrivare ultimi anche per dieci anni consecutivi senza avere la minima conseguenza sportiva. Insomma, una volta ammessi l’unico modo per essere esclusi è il fallimento. Dunque per un collasso finanziario, non per batoste subite sul campo.
il bene del soccer — Nel 2017, il milanese Riccardo Silva, leader nei diritti tv sportivi di mezzo mondo e proprietario del Miami Fc che militava nella Nasl (adesso smantellata, ma è un’altra storia, sconcertante anche questa), ha deciso, insieme al collega del Kingston, di ribellarsi all’ingiustizia ricorrendo al Tas. Se i tre giudici gli daranno ragione, il verdetto potrebbe scatenare un’autentica rivoluzione, appunto. La Fifa, pur caldeggiando l’idea di salvaguardare il proprio statuto, non ha mai imposto la legge con la forza. Gli sta a cuore soprattutto il benessere del football negli States. Ma se economicamente la Mls è una Lega in salute, non si può dire altrettanto del movimento pallonaro: la Nazionale è precipitata da numero 8 del 2005 all’attuale 24° posto dopo essere stata anche 34a e, come noi, non era riuscita a qualificarsi per il Mondiale di Russia 2018.
le serie minori — La Mls è soltanto la punta di un iceberg. Sotto ci sono centinaia di club di altre Leghe (considerate serie inferiori) private di un diritto fondamentale: poter sognare. Come se da noi una società di terza categoria sapesse in partenza che mai potrebbe ambire a raggiungere la Serie A, ma neppure la seconda categoria. Ora l’ambiente ribolle e oltre duecento di queste franchigie “minori” hanno firmato una lettera rivolta al presidente della federcalcio Usa, Carlos Cordeiro, con cui chiedono l’abolizione del sistema chiuso. La domanda è legittima: come può il calcio crescere ed evolversi in una Nazione se a società e giocatori viene tolto l’incentivo della vittoria?

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