Gasp: "Futuro, non ci penso Qui si può fare la storia"


Quarto posto a quota 62 punti, Milan e Roma a -3. Ancora 3 giornate al termine della Serie A, l’Atalanta è padrona del proprio destino: “Personalmente è un dispiacere affrontare il Genoa proprio in questo momento, ma il match di sabato è veramente importante per la Champions League”, spiega a Sky Sport Gian Piero Gasperini, il grande ex che a Marassi ha vissuto momenti splendidi: “Anche lì conquistammo il quarto posto (stagione 2008-2009, ndr), purtroppo ebbe la meglio la Fiorentina per via degli scontri diretti. Spero che non succeda la stessa cosa quest’anno…”, prosegue sorridendo. Coppa Italia (il 15 maggio la finale contro la Lazio) ed Europa che conta, nel mirino della Dea c’è uno storico double: “Stiamo vivendo delle emozioni uniche, inoltre prolungate nel tempo considerando anche le ultime due stagioni”.
PUNTI PESANTI — A detta di molti, questa Atalanta è una squadra-capolavoro: “Prima di dirlo, preferirei aspettare la fine del campionato – puntualizza il tecnico di Grugliasco -. Stiamo centrando numeri straordinari e oggi sappiamo quello che ci stiamo giocando. Chiaramente siamo tutti carichi, manca poco alla fine, ma ancora non abbiamo conquistato nulla”. Prima di chiudere, il Gasp sottolinea ancora una volta il peso dei 3 punti in palio sabato (al via la ristrutturazione dello stadio di Bergamo, si gioca a Reggio Emilia): “Ognuno di noi ha esternato la propria gioia dopo il successo di domenica a Roma, ma da oggi si pensa solo ed esclusivamente al Genoa. Una vittoria rappresenterebbe un passo avanti veramente importante per il nostro obiettivo”.
CONTA L’OGGI — Inevitabilmente, al netto di questi super risultati, il suo nome viene accostato alle varie big, in primis alla Roma dopo l’uscita di scena di Conte: “Ora non serve parlare di futuro, penso solo a ciò che dovremo fare da qui al 26 maggio. Abbiamo davanti dei traguardi storici che vorrei tanto raggiungere con l’Atalanta. Si continua a pensare alla mia esperienza all’Inter, ma fu troppo breve e non significativa. Non cerco rivincite, i miei successi sono quelli ottenuti con altre squadre che spesso sono arrivate davanti alle grandi”. Sull’estero, invece, il Gasp non cambia idea rispetto a quanto già spiegato in passato: “Ci furono delle possibilità, ma sono in Italia più per una scelta di vita che professionale. L’estero è bello, idem il nostro calcio. Magari si guadagna meno, ma ci sono cose che vanno oltre il denaro”.
PROGRAMMI — La Dea come l’Ajax? Il mister ne è orgoglioso: “Un gran complimento, loro propongono un certo tipo di gioco che porta al risultato. Noi siamo una realtà più piccola, che si sta comunque prendendo delle soddisfazioni”. E come ad Amsterdam (lo dice la storia), a Zingonia ogni anno si cedono 2-3 prezzi pregiati per poi ripartire: “È la strategia, ma con la Champions potrebbe cambiare. Infatti non abbiamo ancora programmato la prossima stagione”. Un premio in caso di quarto posto? Qui l’elogio per il patron Antonio Percassi: “Nessuna promessa, ma conoscendo la sua generosità sarebbe il primo a farsi avanti. Non ci sarebbe bisogno di battere cassa”. Tempo al tempo, quindi. Il presente di Gasperini è questo rush finale: “Non vogliamo lasciare nulla, speriamo di avere le energie a sufficienza e un pizzico di fortuna per farcela. La nostra leggerezza può essere un vantaggio”.

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