Conte: "Mia idea di calcio? Un mix tra arte e scienza…"


Ma qual è l’idea di calcio che ha in testa Antonio Conte? Quali sono le scelte tattiche e come sono cambiate negli anni? Il tecnico leccese ne ha parlato con Valter Veltroni. “Alla Juve ero partito con un’idea di fare un 4-2-4 – ha confessato Conte – All’inizio giocammo così, i due centrocampisti erano Pirlo e Marchisio. C’è stata poi una lenta metamorfosi e arrivammo al 3-5-2, poi è diventato il marchio di quella squadra. Durante la prima partita col Parma cambiai e feci entrare Vidal. Così diventò un 4-3-3 e vincemmo 4-1. Un allenatore deve essere duttile, mai ideologico”.
i moduli — “Quando si dice che i moduli sono solo numeri si dice una cosa sbagliata. Ogni sistema ha un’idea dietro – ha continuato l’allenatore – ci sono giocate memorizzate, c’è la fase offensiva, la fase difensiva, la fase di conquista, c’è la decisione di andare a pressare alto, basso… Alla Juventus si creò un’alchimia unica tra tutti. Ci si dimentica che il primo anno finimmo imbattuti e il terzo siamo arrivati a fare il record di 102 punti. Oggi la Juve, che pure ha fatto un campionato straordinario, non potrà eguagliare quel risultato”.
il mix giusto — La sua ricetta? “Il calcio un mix tra arte e scienza – ha detto – Bisogna incorporare ogni cognizione scientifica, ogni contributo medico o tecnologico. Allo stesso modo è centrale il talento, la dimensione creativa dell’organizzazione del gioco come del gesto dei singoli. Arte e scienza, insieme”.

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