Gouano, ex Juve, e quei buu “Ma l’Italia non è razzista”


Prince Gouano, chi era costui? Il capitano dell’Amiens, club quartultimo in Ligue 1, che venerdì sera ha invitato l’arbitro Abed a sospendere l’anticipo col Digione allo Stade Gaston-Gérard al 78’ perché c’era un tipo in curva che continuava a fargli il verso della scimmia. L’interruzione è durata 6 minuti, finché gli addetti alla sicurezza non hanno individuato il tifoso di casa, 21 anni, ex daspato per 45 giorni nel 2017 per rissa fra ultrà, che poi è stato portato una notte in cella e rilasciato il giorno dopo, a sbronza smaltita. Il Digione, club di casa, ha presentato una denuncia per «incitamento all’odio razziale».
il principe — Ma Prince-Désir Gouano, difensore 25enne dell’Amiens, è un personaggio interessante non solo per il comportamento antirazzista dell’altra sera, risposta concreta ai buu o ai gesti contro i calciatori neri, ma anche per le sue dichiarazioni e la sua carriera travagliata. Che è passata anche per l’Italia. Nato a Parigi e cresciuto in banlieue a Thiais, Valle della Marna nell’Île-de-France, Gouano è stato “creato” dal “Centre de Formation de football de Paris” e poi dal Le Havre. E nell’agosto del 2011, non ancora 18enne, fu preso dalla Juventus di Antonio Conte, che vedeva in lui il nuovo Thuram. Ma si barcamena fra Primavera e qualche panchina con la prima squadra, e vince il Viareggio nel 2012, tecnico Marco Baroni (oggi al Frosinone). Poi i bianconeri lo girano prima in prestito al Virtus Lanciano, in Serie B, dove gioca un match contro il Bari, e poi a Vicenza e all’Atalanta (in comproprietà) e subito in Olanda al Waalwijk, dove finalmente fa un bel campionato di Eredivisie.
italia? no — Dell’Italia Gouano aveva un’idea negativa. All’Equipe oggi in un’intervista racconta: “Molti me ne avevano parlato male prima che io arrivassi. Ma lì non mi sono mai accaduti episodi di razzismo. Eppure mi ero preparato al peggio, mi dicevo “Ah beh, tanto me l’avevano detto…”. E invece è stato tutto diverso. Sono arrivato a Torino che non capivo una parola di italiano. E il mio professore non parlava il francese. Mi si continuava a ripetere che gli italiani sono razzisti, ma io ho scoperto proprio il contrario. I compagni di scuola mi aiutavano, certi cercavano di farmi da interprete. E mi sono chiesto in seguito: cosa faccio io quando arriva un compagno straniero ad Amiens? Ora ho capito: faccio tutto il possibile perché si trovi bene”.
quattro lingue — Gouano ha viaggiato tanto e ora parla 4 lingue. Dopo l’Olanda, dove non venne pagato, è stato al Rio Ave in Portogallo (lì ha conosciuto l’Europa League), poi ai Bolton Wanderers in Inghilterra, al Gaziantepspor in Turchia, di nuovo in terra lusitana a Guimaraes, finché nel 2017 è tornato in patria all’Amiens. Ex nazionale francese Under 18 e 20, quest’anno, a settembre, ha firmato il suo primo gol in Ligue 1 e fra i pro al Rennes, quello della vittoria, dopo l’1-1 di suo cugino, l’ex palermitano e perugino Eddy Gnahoré. Che di lui ha detto: “L’altra sera a Digione l’ho visto colpito, era silenzioso, ma ha ricevuto tanto appoggio”. Anche dal ministro dello sport francese Roxana Maracineanu, già argento olimpico e oro mondiale nel nuoto, e quello dell’Interno Christophe Castaner., oltre al c.,t. campione del Mondo Deschamps. Lui, Gouano, ha detto all’Equipe: “Nessuno nasce razzista, come nessuno nasce ladro. È un seme cattivo che viene seminato e contro di questo mi batto; io ho già perdonato il tifoso di Digione, ma il razzismo lo condanno fermamente”.

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