Borini-Reina gregari d'oro "Il 4° posto? Troppi allarmi"


Se a fine maggio il Milan potrà festeggiare il ritorno in Champions dopo cinque stagioni di assenza, sarà anche grazie a una coppia di gregari perfetti che hanno tirato la volata nel momento decisivo. Presenze e prestazioni alla mano, infatti, Fabio Borini e Pepe Reina sono i migliori interpreti possibili del “ruolo” in casa rossonera, maestri nello sfruttare le occasioni offerte da Gattuso.
certezza reina — Prendete il pesantissimo successo sulla Lazio di sabato sera, che ha ridato ossigeno e fiducia dopo la frenata degli ultimi tempi (un punto nelle ultime 4 gare prima dello scontro diretto). Reina è stato il migliore in campo, confermandosi una certezza tra i pali dopo la buona prestazione allo Stadium con la Juve: allora aveva arginato le folate bianconere con interventi da applausi arrendendosi a un rigore di Dybala e al tocco di Kean all’84’; l’altro giorno ha chiuso la strada a Immobile e compagni fino al fischio finale, riportando un clean sheet in terra rossonera dopo 5 partite di fila con almeno un gol al passivo. Ricostruito il muro nella porta milanista, il 36enne spagnolo a Parma tornerà a sedersi in panchina per lasciare il posto a Donnarumma e re-indossare i panni del vice-saggio: “Vorrei giocare di più e rendermi protagonista, ma il mio ruolo in questo momento è fare crescere Gigio e questa è la cosa che mi fa più contento”.
jolly borini — Borini invece al Tardini sarà ancora titolare, per la terza volta consecutiva. Fino a quando Paquetà non tornerà a disposizione, l’orientamento di Gattuso infatti è quello di proseguire sulla strada già battuta nelle ultime partite: Calhanoglu mezzala e l’ex Liverpool ala sinistra del tridente, con Castillejo in panchina. Fabio sta bene e soprattutto è uno dei giocatori più duttili in rosa: Gattuso – che in stagione l’ha utilizzato anche da terzino destro – può schierarlo su entrambi i lati del trio di attacco oppure sulle fasce. Contro la Lazio è andato in scena un saggio delle doti tattiche del numero 11: Borini è stato dirottato da un out all’altro, dall’attacco al centrocampo, rispondendo sempre con ottimi risultati. E il rendimento è ideale anche fuori dal campo, perché in due stagioni al Milan l’acquisto meno caro della gestione Li si è distinto per il grande spirito di sacrificio e un atteggiamento da professionista impeccabile. “Questo gruppo è formato da tutti, non solo da quelli che giocano più spesso – ha spiegato Borini in un’intervista a Milan Tv –. Chi entra dalla panchina, me compreso, non deve rendere la vita facile al mister nelle scelte. Questi tipi di problemi vorrebbe averli qualsiasi allenatore”. Come pure la serenità con cui Fabio affronta la lettura della corsa Champions: “Aver superato Juventus e Lazio ancora da quarti ha portato sicurezza. Ho visto in giro troppo allarmismo, eppure non abbiamo mai perso il quarto posto”.

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