Poirier show ad Atlanta Chiuso il regno di Holloway


La fine di un regno, l’inizio di un altro, una sfida campale in arrivo, due cinture assegnate e soprattutto un altissimo livello di spettacolo e combattimento. Ufc 236 ad Atlanta è andata ben oltre le promesse, specie nel suo epilogo: la cintura dei pesi leggeri la porta a casa Dustin Poirier, che sette anni dopo batte ancora Max Holloway mettendo fine a una striscia di 13 vittorie di fila. Nel 2012 fu una sottomissione di esperienza a dargli il successo, qui no: sono cinque lunghi round di una battaglia che “The Diamond” è più pronto a vincere.
IL MATCH — Perché Holloway prova fin da subito a praticare la sua boxe da chirurgo, solo che l’altro non glielo consente. Poirier, peso leggero ma con un braccio (almeno) da medio, è bravissimo a spezzare sistematicamente ritmo e guardia all’hawaiano, che becca subito tra costole e viso un paio di combo che lo inchiodano alla gabbia. Reagisce, anche forte, ma quelli di Poirier sono colpi che fiaccano sia il corpo (già dopo due round il viso di Holloway è una maschera di sangue) sia soprattutto le certezze. Holloway colpisce ma senza convinzione di farlo per vincere come al solito perché non trova il suo ritmo e Poirier ridà quelle che prende con gli interessi: l’incontro scorre così, e finisce lento come un tramonto. Ma vedere i due, consapevoli del verdetto in arrivo, che alla fine si abbracciano stremati, rotti, sanguinanti ma sinceri è balsamo per questo sport. E nella rituale intervista post match, Poirier lancia una sfida importante a Khabib Nurmagomedov: “Abbiamo una cintura per cui combattere”.
VINCE ADESANYA — Se quella di Poirier brilla come il suo soprannome, però, c’è un’altra stella che nella notte di Atlanta entra, lucentissima e a pieno titolo, nel firmamento delle arti marziali miste. Israel Adesanya si conferma un fenomeno, e dopo uno dei match più vibranti visti di recente in Ufc si prende la cintura dei pesi medi contro Kelvin Gastelum, mantiene immacolato il suo record (17-0) e mostra la qualità più importante che a un campione serve sull’ottagono: saper prendere una situazione sfavorevole e capovolgerla. Gastelum infatti per gran parte del match lo mette in difficoltà portandolo a fare l’incontro, aspettando che tra gli arti infiniti del nigeriano-neozelandese si apra un varco per poi mollare la castagna. E la cosa funziona per almeno due dei primi quattro round, dove porta almeno 3-4 jab durissimi al viso dell’avversario. Adesanya vacilla più volte, ma dimostra di essere un signor incassatore. Ed è nell’ultimo round, quando Gastelum prova ad aggredire per chiuderla, che si prende la cintura: prima fa valere l’allungo per colpire duro, poi scansa un paio di tentativi dell’altro di portarlo a terra e si scatena. L’oriundo messicano per un minuto buono viene strapazzato, va due volte al tappeto, sanguina, si rialza ma il match lo perde lì.
GLI ALTRI INCONTRI — Nel resto della main card si muove il ranking dei massimi leggeri: Krylov batte Saint Preux sottomettendolo nel secondo round, Rountree Jr mette sotto Anders per tre round. Grant invece batte per decisione non unanime Jouban, che sul palco non la prende affatto bene.

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