Champions e nuovi bomber Il derby infiamma San Siro


C’è una squadra che arde, il Milan, e una che brucia, l’Inter. Sarà un derby di fuoco. Non ci piove. Centosettanta fari proietteranno fiamme sulle pareti dello stadio: San Siro sarà un inferno. Pubblico da record d’incasso per la Serie A: 5,8 milioni euro; 220 Paesi collegati. Una bolgia di emozioni. Il Diavolo ci arriva meglio e con un punto in più, ma Gattuso ha masticato troppo calcio per non sapere che le fiamme di un derby spesso scottano i favoriti, perciò fa il pompiere come neanche Grisù. Lo sa bene anche Spalletti che conserva cicatrici romane. Nel 2006 perse 3-0 dalla Lazio che stava 14 punti sotto e 3-2 nel 2008, contro avversari a -27. Il fuoco incenerisce anche i pronostici. Di sicuro è un derby che conta tantissimo, anche se in modo diverso.
Maturità o scossa — Si abusa speso dell’etichetta “esame di maturità”, ma questa notte per il Milan lo sarà a tutti gli effetti. Perentorio. Gattuso vuole scoprire se la sua creatura rampante sa giocare un derby da favorito; se sa imporsi una condotta autoritaria, con la personalità e il coraggio mancate nella partita d’andata; se sa portarsi a +4 sui cugini, come l’Inter un derby fa. Il Milan viene da 5 vittorie consecutive, da 7 anni non toccava i 51 punti alla 27a giornata, da 6 non si trovava in zona Champions a quest’altezza del campionato. Nell’avvicinarsi al derby sta respirando aria antica, buona, che eccita, ma che appesantisce anche i pensieri. Le gambe correranno sciolte, la pressione farà brutti scherzi? Questo vuole scoprire Rino, questa è la prova di maturità. Spalletti invece impugna il derby come un defibrillatore. Il brutto della sconfitta con l’Eintracht non è stato il risultato e neppure l’eliminazione, ma gli occhi vuoti di Perisic, le braccia a ciondoloni di troppi, i corpi molli. Una squadra senza cuore. Appunto. Non c’è scossa migliore di un derby per ridare vita a una squadra. Battere il Milan, sorpassarlo, consentirebbe all’Inter di riappacificarsi con il suo popolo e di rilanciare lo sprint Champions, decisivo per il futuro. Detto questo, la sconfitta della Roma potrebbe valere come una spruzzata sul fuoco. Vero che entrambe, con una vittoria, hanno l’occasione di rafforzare la propria posizione sprofondando i giallorossi; ma è anche vero che l’allontanerebbero comunque, con un punticino, senza il rischio di sconfitta e strascichi.
Senza il 9 — Dall’andata al ritorno è cambiato il mondo. Avevamo lasciato Icardi con le mani alle orecchie, eroe del derby all’ultimo respiro. Lo ritroviamo nella stessa posa, ma su Instagram. Virtuale. Il suo corpo si è dissolto. Petagna ieri lo ha superato. Higuain si avvicinò al derby d’andata con una doppietta al Chievo. Poi dissolto anche lui. Ma mentre l’Inter si è impaludato in un Vietnam diplomatico, il Milan ha sostituito il Pipita con i gol di Piatek: 6 in 7 match di campionato. La classifica è cambiata anche per questo. Sulla copertina del derby: Lautaro Martinez, il Toro che festeggia incrociando sul petto braccia scariche, e il Pistolero Piatek che le incrocia e fa Pum Pum. Il fuoco da gol è il loro. I due corpi dissolti si sono portati via il numero 9, uno sfregio, ma un derby resterà sempre l’appassionante duello tra due centravanti. Avranno alle calcagna degli sceriffi. Quali stanno meglio?
Sceriffi Dopo il derby d’andata, quindi in 9 giornate, l’Inter aveva subito solo 6 gol, il Milan il doppio. Mezzo campionato dopo i rossoneri contano solo un gol preso in più (23-22). L’errore suicida di De Vrij con l’Eintracht è la spia del calo difensivo che è parte della crisi, così come l’impermeabilità della coppia Skriniar-De Vrij era stata una virtù della migliore Inter di Spalletti. Il duello, molto fisico, tra il Pistolero e i due sceriffi nerazzurri sarà un fattore del derby. Al contrario, Gattuso ha costruito la sua risalita sulla solidità difensiva: cresciuto Romagnoli, rifiorito Musacchio, spesso decisivo Donnarumma che ha trovato la continuità del campione. La difesa ha subito solo 4 gol nelle ultime 10 gare. Il Toro Lautaro, che ha forza, tecnica e movimento, è un bel crash-test.
Sarto e toppe — Come sempre, si deciderà tutto in mezzo. Il Milan dovrà alzare la qualità di gioco delle ultime uscite. Con ammirevole umiltà, Gattuso spiegava ieri: «Non sono ancora un sarto perfetto». Se copre la difesa, gli si scopre l’attacco… Rispetto all’andata ha un Paquetà in più e comunque Spalletti è ridotto alle toppe: Brozovic convalescente, assenze tremende, enfatizzate da un mercato sbagliato. Ma la sensazione forte è che a decidere questo derby di fuoco saranno le motivazioni, l’attaccamento. Come diceva quello spot famoso: “Chi ama, brucia”. E vince.

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