Scardina infiamma Milano Prodan ok, la Trovato no


E’ mancato solo il k.o. Daniele Scardina, il pugile che parla il linguaggio del rap, ha incantato Milano nella seconda delle otto riunioni che possono rilanciare la boxe in Italia. Grandi combinazioni e un conteggio inflittogli su un uno-due alla seconda ripresa non hanno piegato la resistenza del duro finlandese Henri Kakalainen ma insieme al titolo internazionale dei supermedi Ibf, il cosidetto Mondialino, il pugile di Rozzano trapiantato a Miami ha portato a casa una grande credibilità. Al 15° match, il primo arrivato al limite, Daniele Scardina dimostra di avere boxe spettacolare, grande preparazione atletica e soprattutto temperamento. Il finnico ha resistito fino alla fine e ha piazzato anche qualche bel gancio sinistro che hanno mostrato uno Scardina ancora da regolare in fase difensiva ma il match ha avuto l’intensità giusta per avvicinare alla boxe anche un pubblico Vip che non conosce ancora il mondo dei pugni. Netta alla fine, accompagnata da applausi scroscianti, la vittoria di Scardina che ora potrà puntare a traguardi importanti: 98-91 per tutti e tre i giudici. Grande colpo d’occhio al Superstudio di via Tortona a Milano per questa seconda puntata della boxe targata Dazn e Opi con 1300 spettatori che hanno assicurato il tutto esaurito ad un impianto normalmente riservato alla moda ma risultato adattissimo al ring col suo contorno. Ospiti di lusso come i calciatori Danilo D’Ambrosio, Radja Nainggolan, Andrea Petagna, Marco Borriello, il rugbista Martin Castrogiovanni; i cantanti rap Guè Pequeno, Sfera Ebbasta accompagnati dal produttore Charlie Charles, lo stilista Marcelo Burlon e tanti pugili a cominciare da Emiliano Blandamura e Valeria Imbrogno. In prima fila anche Eddie Hearn, organizzatore figlio d’arte che con Anthony Joshua ha trovato l’America a Londra. Ma a raccogliere più flash sono stati la cantante Nina Zilli e il suo fidanzato pugile-pittore Omar Hassan, personaggio che si fa notare. E tanti applausi anche per Pio e Amedeo, reduci dal successo di Sanremo. Un parterre raramente visto nella boxe in Italia.
NATALIZI – Mirko Natalizi è sicuramente il miglior prospetto della boxe italiana ma a 23 anni ha dimostrato di avere ancora qualcosa da imparare al quarto incontro da pro. Contro il serbo Predrag Cvetkovic con solo 5 vittorie in 25 incontri ci si sarebbe aspettato il k.o. che dopo un incontro a senso unico si è prospettato solo alla fine della sesta e ultima ripresa quando era troppo tardi. Comunque un bel banco di prova per il romano di Acilia che nei superwelter vuole bruciare le tappe per diventare una delle stelle di Dazn. Rimane imbattuto dopo 14 incontri anche Dario Morello ben impostato ma anche lui incapace di trovare il colpo decisivo contro il collaudatore croato Ivan Njegac ma sulla buona strada per ritentare il titolo italiano dei welter. Niente da fare per Vissia Trovato che nel Mondiale silver dei piuma ha incontrato un torello messicano, Erica Cruz Fernandez, fin troppo premiata dai giudici con un verdetto nettissimo: 98-90, 98-90, 97-91. Decisivi i due atterramenti dell’italiana nella prima e seconda ripresa ma in realtà Vissia, che si divide fra il canto e la boxe accompagnata da una folta claque a bordo ring, aveva recuperato qualcosa nelle fasi centrali. Comunque una bella battaglia, a tratti una scazzottata per i colpi troppo larghi, che ha acceso la folla anche perché i colpi di entrambe sembravano non far male. Con questa prima sconfitta in 14 incontri l’ex detentrice del titolo Ibo che combatte spesso in Svizzera accantona i sogni iridati e dovrà tornare in palestra ad affinare la tecnica. Il coraggio e la tempra però non le mancano e merita una nuova chance.
PRODAN GIÙ– Preoccupante l’involuzione tecnica di Maxim Prodan, l’ucraino d’Italia idolo del Teatro Principe, che ha visto fischiatissimo il verdetto nettamente vincente (98-91, 97-93 e 96-93) nei confronti del belga Steve Jamoye che era convinto di aver vinto. Al di là della vittoria, che ci può stare, Prodan (che ha solo un pari in 17 match) conferma le difficoltà emerse nelle ultime esibizioni al Principe: ottima l’impostazione ma poi i colpi non partono. L’atterramento ottenuto nel quinto round è sembrato casuale e il titolo Internazionale Ibf dei welter può essere visto solo come un incoraggiamento per rivedere qualcosa in palestra. Comunque un bel match, intenso ed equilibrato, che ha onorato la boxe.

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