La "prima volta" della Roma Con la Spal senza i simboli


Non era mai successo prima, oggi a Ferrara sarà la prima volta in questa stagione. Già, perché nelle 37 gare stagionali (tra campionato, Champions League e Coppa Italia) la Roma non era mai andata in campo senza neanche un giocatore romano (e romanista). Contro la Spal, invece, mancheranno tutte e tre: Daniele De Rossi e Lorenzo Pellegrini per infortunio, Alessandro Florenzi invece per squalifica. E sembra quasi paradossale che ciò succeda proprio nel momento in cui la rivoluzione di due settimane fa ha riportato in auge dentro Trigoria la romanità, con l’arrivo di Claudio Ranieri sulla panchina giallorossa e l’ascesa a livello dirigenziale di Francesco Totti.
i PRECEDENTIRispetto alla gara d’andata, dunque, oggi sarà tutta un’altra cosa. In quella circostanza, quando la Spal violò a sorpresa l’Olimpico per 2-0 (con le reti di Petagna e Bonifazi), la Roma scese in campo dal via con tre romani (Florenzi, De Rossi e Luca Pellegrini), stavolta non ce ne sarà neanche uno. Nelle precedenti 37 partite stagionali, tra l’altro, solo due volte la Roma è partita dal primo minuto senza uno dei suoi simboli (nel ritorno con il Viktoria Plzen in Champions e in casa del Chievo), ma in entrambe i casi sono poi subentrati in corsa prima Florenzi e Luca Pellegrini (nella sfida giocata in Repubblica Ceca) poi De Rossi e Florenzi (a Verona). Sei, invece, le partite in cui tutti e tre i totem romanisti sono stati in campo insieme da subito, nonostante i lunghi infortuni che hanno tenuto fuori prima De Rossi (per ben tre mesi) e poi Lorenzo Pellegrini.
LA FASCIACosì a Ferrara mancheranno il capitano (De Rossi), il suo vice (Florenzi) e quello che potrebbe diventarlo in futuro (Pellegrini). Di conseguenza la fascia stavolta dovrebbe andare sul braccio di Edin Dzeko, mancando anche per infortunio Kostas Manolas, il più vecchio come militanza giallorossa nel resto della rosa di Claudio Ranieri. Sarà lui a rappresentare la Roma, sarà lui a cercare di tenerla compatta in un momento di difficoltà come quello attuale. Poi, dopo la sosta, dovrebbe tornare tutto alla normalità, con Florenzi di rientro dalla squalifica e Pellegrini e De Rossi che potrebbero aver smaltito i rispettivi infortuni. Del resto, questa Roma qui ha grande bisogno dei suoi simboli. E della sua romanità.
LA ROMANITÀGià, perché poi la prima volta senza romani arriva proprio mentre in società stanno cercando di dare un segnale diverso. Il ritorno di un tecnico romano e tifoso come Ranieri e l’ascesa dirigenziale di Totti sono due segnali abbastanza evidenti. C’è voglia di stringersi intorno alla squadra, di ritrovare le radici e di riavvicinare la Roma alla sua gente. C’è voglia soprattutto di simboli, in un club che è stato spesso accusato di non tenere in debita considerazione la sua storia. Ed invece, anche per questo la Roma ha deciso di avvicinarsi al centro, al cuore pulsante della città, con l’inaugurazione della sede all’Eur, un quartiere molto più dentro la city rispetto ovviamente a Trigoria. Anche questo – come il recupero del Tre Fontane o la scuola calcio all’Acqua Acetosa – fa parte di un progetto che vede “la Roma verso Roma”. Oggi a Ferrara, forse, se ne sentirà un po’ la mancanza. Ma sarà una sensazione di passaggio, un’emozione effimera. Poi tornerà tutto alla normalità. E la Roma riavrà anche i suoi simboli.

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