La grande notte di Scardina “Rap e Dio, vinco di rabbia”


La notte di Scardina, nel cuore della moda a Milano e in diretta su Dazn. È la sfida per il titolo vacante International Ibf dei supermedi tra Daniele Scardina e il co-sfidante Henri Kekalainen, campione finlandese, il match clou al Superstudio Più di via Tortona 27, location famosa per le passerelle. Nella seconda serata-evento di Matchroom Boxing Italy con Opi Since 82 dei Cherchi, il più atteso è il pugile di Rozzano, da anni di stanza a Miami, l’amico dei rapper, degli stilisti e dei campioni.
Scardina, il grande momento è arrivato: alla boxe serve una star…
“È un grande passo, il punto di partenza: la boxe in Italia era spenta, viene da anni difficili. I tempi cambiano: la boxe perde se non s’aggiorna. Dobbiamo farlo. La boxe ora ha l’appoggio della Tv, dei Cherchi, ha i pugili, la moda, la musica, lo spettacolo. L’unione fa la forza per creare il nostro film. È un primo passo. La gente vuole vedere lo show, qualcosa di nuovo. Un film, le commedie, le storie, cosa c’è dietro ogni pugile, anche storie tra gli amici rapper che si incontrano a bordo ring”.
Lei con la sua storia, il riscatto e la conquista dell’America, il ritorno: c’è davvero tutto?
“La svolta è di tutti: io ormai sono fuori da casa, lontano da famiglia e amici per un sogno che in pochi vedono e quasi nessuno riesce a capire. Perché la gente giudica ciò che vede, ma dietro ci sono duri allenamenti, diete, tante rinunce. Io per vincere questo titolo e dare il massimo ho dovuto rinunciare a tante cose importanti della mia vita”.
Quant’è distante Miami da Rozzano? Cosa porterà sul ring?
“Mi porto la rabbia e la speranza di tutta la mia gente, e di tutta l’Italia. Sono uno strumento di Dio, prima di tutto. E sono strumento della gente che cerca la speranza. La boxe non è uno sport basato sulla violenza, ma sulla speranza di realizzarsi”.
Stasera pugili e pubblico più giovani…
“La boxe è dei giovani. Bisogna essere organizzati, avere pazienza. Il lavoro paga sempre”.
Rispetto al primo volo per Miami quanto è cambiato Scardina?
“Tantissimo. Mi ha insegnato a diventare più uomo, sono migliorato come pugile e focalizzo meglio i miei obiettivi”.
Come ha coinvolto i rapper Guè Pequeno, Sfera Ebbasta, Charlie Charles, e tutti gli altri?
“Siamo amici. Siamo uniti in un sogno, per un obiettivo, per qualcosa di grande. Siamo degli artisti della vita, senza cattiveria, in campi diversi con amore e dedizione. Ognuno nel proprio ambito. Stiamo facendo tutti più o meno lo stesso percorso. Abbiamo feeling. È questo che ci unisce. Amici che realizzano sogni, senza invidia, senza cattiveria, in campi diversi, con amore e dedizione. L’unione fa la forza”.
Lei è di Rozzano, Mahmood re a Sanremo del Gratosoglio…
“Dobbiamo far vedere anche noi che sul ring si fanno sacrifici, ed è spettacolare come la musica. Molte persone vedono solo il primo piano, ma c’è un retro”.
Mayweather o Canelo Alvarez?
“Pugilisticamente Canelo. Ma il mio idolo è sempre stato Miguel Cotto per la posizione”.
Lei fa molti guanti con picchiatori latini: come sopravvive…?
“In America faccio sparring con gente fortissima. Uno show”.
Lei ha molti tatuaggi e molta fede. Ha un rito prima del match?
“Io sono uno strumento di Dio prima di tutto. E sono strumento della gente che vuole vedere speranza, cerca la speranza. No, nessun rito. L’unico rito è ogni giorno pregare Dio. Però non è un rito, è uno stile di vita, un’amore più grande. Mentalmente le persone cercano di affidarsi a Dio solo nei momenti in cui serve. Io lo cerco sempre quando sto bene e quando sto male, quando ho paura e quando non ho paura. Perché quando non ho paura è grazie a lui. Quando ho paura lui c’è. So sempre che c’è lui, quando combatto un avversario. Sempre”.
Guardando negli occhi il rivale?
“L’ho visto deciso, già dalla prima ripresa devo fargli capire chi comanda e chi va a vincere”.
Quanto sente la responsabilità di essere il divo della serata?
“Sento sempre la responsabilità, ma con me stesso, per il duro lavoro che ho fatto, per metterlo in atto sul ring. Sto bene, la gente si divertirà perché farò divertire chi mi vedrà con grande boxe”.
E se vincerà cosa si regalerà?
“Vinco e riprendo a lavorare duro. Questo è solo il primo passo”.

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