Gigio, Totti e il no al Psg Esposito, deb da record


L’idolo è Totti, l’amico “compaesano” gioca in porta al Milan, un fratello lo ha preceduto nel settore giovanile nerazzurro, un altro lo segue. La giovane vita di Sebastiano Esposito, classe 2002, esordiente giovedì nella serata poco di grazia dell’Europa League, ha sempre avuto come centro nevralgico il pallone. In famiglia si è raramente considerato altro. Anche per questo, le reazioni all’esordio non sono state pacate. “È il giorno più bello della mia vita”, ha scritto lui sui social. “Quando è entrato in campo, a casa davanti alla tv abbiamo pianto tutti”, ha commentato il padre Agostino, un passato nelle giovanili del Napoli, ex allenatore alla Juve Stabia. Non sono i soli ad aver vissuto emozioni forti: i tifosi, nelle depressione generale, hanno avuto un sussulto. Il ragazzo, del resto, fa questo effetto: colpisce. Ha iniziato l’anno con l’Under 17 (16 gol in 14 partite), è stato “promosso” in Primavera (5 reti in 12 presenze, coppe comprese), contro l’Eintracht ha battuto primati con quei 18’ più recupero fra i grandi a 16 anni e 255 giorni. Più giovane debuttante di sempre dell’Inter nelle coppe europee, secondo assoluto dopo Bergomi (che iniziò in Coppa Italia), primo 2002 a giocare in una squadra di A, 5° esordiente più giovane di sempre in Europa League: tutte statistiche che quasi oscurano Davide Merola, l’altro deb.
una famiglia di calciatoriVia Brescia Nato a Castellammare di Stabia da una famiglia piena di calciatori, fra papà, nonno e zio materno, cresciuto nel Club Napoli che formò anche Donnarumma, Sebastiano nel 2010 viene notato da Roberto Clerici, storico scopritore di talenti (fra cui Pirlo) scomparso poco più di un anno fa: nel 2011 tutta la famiglia è a Brescia, papà non ha esitato un attimo. Il settore giovanile accoglie anche Salvatore (2000, oggi al Ravenna via Spal) e Francesco Pio (2005, anche lui all’Inter). Due anni dopo i tre passano alle giovanili dell’Inter, Seba gioca da rifinitore, ala, spesso da punta, quasi sempre con compagni e avversari più vecchi. Con l’Under 16 vince lo scudetto e prima che compia 16 anni il Psg prova a portarlo in Francia, con un progetto allettante. Stavolta lui e il papà resistono: resta all’Inter. In pochi mesi quest’anno scala le gerarchie, aggiungendo alle punizioni (specialità della casa) e a un destro molto «educato» una aumentata e clamorosa efficacia in area di rigore, dove colpisce alla Icardi, nuovo modello che insidia la passione giovanile per Francesco Totti. A Milano incontra spesso Donnarumma, un amico con cui spera di confrontarsi. Difficile che accada domani, ma ormai sembra solo una questione di tempo.

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