Collovati: "Milan favorito E oggi io difendo Spalletti"


Fulvio Collovati è uscito dal ciclone che l’ha travolto per le dichiarazioni sulle donne a “Quelli che il calcio”, un mese fa su Rai 2. Non ne vuole parlare. I social tritano carne senza pietà e comprensione, meglio tacere e non alimentare. Comprensibile. Collovati è tornato al suo ruolo di opinionista in Rai e a lui, stopper dell’Italia campione del mondo nel 1982 e doppio ex di Milan e Inter, chiediamo lumi sul derby.
Fulvio, chi vince?
“Favorito è il Milan, non c’è discussione. L’Inter ha giocato in Europa League, ha gli uomini contati, deve fronteggiare il caso Icardi, che è una cosa abbastanza grossa. I derby però esulano spesso dai pronostici. Mi ricordo quello del 1986: eravamo dati per stra-battuti, vincemmo per 1-0 con gol di Minaudo”.
Da ex difensore, pensa che più difficile marcare Piatek o Lautaro Martinez?
“Piatek è bravo nell’attaccare i palloni profondi. Martinez è un torello da area di rigore: ha baricentro basso, non è alto, ma non lo sposti. Se marchi il polacco devi fare attenzione alle imbucate. Se stai su sull’argentino, devi vigilare sui cross”.
Lei chi avrebbe sofferto di più?
“Penso che Piatek avrebbe potuto mettermi in difficoltà con la sua velocità nei primi metri”.
Gattuso o Spalletti?
“Sto con gli allenatori in affanno. Due mesi fa sono stato uno dei pochi a prendere le difese di Gattuso. Rino riceveva critiche da tutti i lati, ma i critici non calcolavano i problemi. Oggi mi metto dalla parte di Spalletti e dei guai dell’Inter”.
Chi saranno gli uomini decisivi?
“Quelli che non ti aspetti. Per il Milan dico Suso, che viene da un periodo un po’ così: mi aspetto una sua reazione. Per l’Inter guardo a Candreva e Perisic: anche loro vivono una stagione tormentata, per cui potrebbero sorprendere”. Qual è il difensore più forte del Milan?
“Romagnoli sena dubbio. Un pochino mi rivedo in lui. È pulito negli interventi, cerca gli anticipi. Ha personalità e senso della posizione. È cresciuto in modo esponenziale”.
Nell’Inter sceglie Skriniar o De Vrij?
“Skriniar, perché accompagna sempre l’avversario dove lui decide che debba andare. Mi ha impressionato a San Siro contro Insigne, a Natale: è lungo e grosso, poteva soffrirlo, non gli ha concesso nulla”.
Collovati, ma lei è interista o milanista?
“Da bambino ero milanista, sono cresciuto nel vivaio rossonero. Ho debuttato in A con il Milan, ho fatto da chioccia a una generazione di milanisti: Franco Baresi, Evani, Incocciati, Filippo Galli . Poi sono passato all’Inter, dove ho vissuto anni bellissimi e dove nessuno mi ha mai fatto pesare niente”.
Oggi Milan o Inter?
“Non tifo più. Cerco di essere obiettivo, se c’è da fare una critica la faccio senza guardare alle maglie”.
Il 1982 anno fatale: il Mondiale, il trasferimento dal Milan, fresco di retrocessione sul campo, all’Inter con grande delusione dei tifosi milanisti, che vissero la cosa come un suo tradimento.
“Andai all’Inter in cambio di Pasinato, Canuti e Serena, tre rinforzi che permisero al Milan di risalire subito in Serie A. Dissero che me ne andai per dribblare la Serie B, ma io un anno di B lo avevo già fatto due anni prima (quando il Milan venne retrocesso per il primo scandalo scommesse, ndr)”.
Mondiale 1970, finale Italia-Brasile, la foto del gol di Pelé: o Rei in volo ad alta quota colpisce di testa e sovrasta Burgnich. Ottobre 1984, Milan-Inter 2-1, la foto del gol di Mark Hateley: l’inglese in stacco prepotente e Collovati più sotto, superato. Fatte le debite proporzioni…
“Il paragone ci sta. Avevamo noi la palla, sbagliammo l’uscita e il pallone finì a Virdis che crossò. Mark mi prese in controtempo: lui arrivava di corsa frontalmente, io arretravo. Devo riconoscere la superiorità di Hateley in quel frangente”.

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