Zapata torna in Nazionale E con la Dea punta Inzaghi


Il “bentornato” più atteso. Non al gol (finora, quanti ne ha fatti…), ma nella Selección. Maglia di un giallo bellissimo, lontano da una vita. Precisamente dal 23 marzo 2018. Ora, a distanza di un anno, Zapata la vestirà di nuovo. Quel giorno, allo “Stade de France” di Parigi, 22’ in campo nel successo (2-3 il finale) contro la Nazionale che poco dopo sarebbe diventata campione del mondo. Dentro al 68’ per Falcao, poi solo a guardare. E non bastarono neanche gli 11 gol realizzati in Serie A con la Samp per strappare il pass per la Russia. Per Duvan, niente Mondiale. Delusione enorme, che le mancate convocazioni post-Russia (amichevoli con Venezuela, Argentina, Stati Uniti e Costa Rica) resero ancor più amara. Storia di pochi mesi fa, sembra passata una vita. Impossibile non tornare nel giro. E da protagonista, grazie al rendimento monstre con la sua Dea. Al contrario dell’ex c.t. Pekerman, il portoghese Queiroz (annunciato il 7 febbraio) non lo ha ignorato. Con Giappone e Corea del Sud, il gigante di Cali ci sarà.

TRA SELECCIÓN… — Due amichevoli importanti, chance da non sprecare in vista della Coppa America, in programma in Brasile dal 15 giugno al 7 luglio, giorno della finalissima. E chissà che quella sera Zapata non possa esserci. “Sognare non costa nulla”, dicono i saggi. Ma con un ritmo del genere, parlare di sogni, è esagerato. Lo Zapata versione 2018-2019 sembra padre-padrone del proprio destino: quando decide di accelerare, lo fa e colpisce. E dopo aver conquistato Bergamo, tenterà di replicare con la Colombia. Il 22 marzo primo match asiatico a Yokohama, poi volo per Seoul dove il 26 lo aspetta il “World Cup Stadium”. Saranno 180’ in cui il bomber del Gasp inseguirà il 23esimo gol stagionale, il primo in assoluto coi Cafeteros dopo appena 5 presenze. Se paragonati alle prestazioni di quest’anno, certi numeri sembrano delle strane fake news.
…E PIPPO — Ci sarà tempo per migliorare. Molto passerà dall’Atalanta, lì l’obiettivo non cambia: “Vietato fermarsi”, il calendario non aspetta. Prima della Coppa Italia (il 24 aprile la semifinale di ritorno contro la Fiorentina) sfide con Parma, Inter e Napoli in trasferta e con Bologna ed Empoli in casa. La Dea che punta alla terza qualificazione europea consecutiva si affiderà, come sempre, al proprio gigante e alla sua voglia di battere l’ennesimo record di un’annata clamorosa. Tra gli altri: disintegrati gli 11 gol di Genova (in Italia, il top personale pre-Bergamo), primo nerazzurro a segnare in 8 turni consecutivi, il terzo a firmare un poker (a Frosinone, come lui solo Jeppson e Rasmussen nel ‘52). Lontano da casa, infine, solo Messi e Kane tengono il passo (11 centri) nei 5 tornei di riferimento. Ne manca uno, che gli consentirebbe di guardare tutti dall’alto basso. Ancora una volta, ma dalla posizione più ambita: grazie alle reti contro Spal (10 febbraio) e Samp (10 marzo) battuti Doni, Denis e Gomez (a quota 16 nel 2001-2002, 2011-2012 e 2016-2017). Ora è a 17, a disposizione 11 giornate (domenica c’è il Chievo) per superare lo stesso Jeppson (22 gol nel 1951-1952), ma soprattutto Inzaghi, 24 nel 1996-1997. Da queste parti, nessuno ha fatto meglio… finora. Vero, Duvan?

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