Tra Dybala e Icardi… Juve-Inter, giù la maschera


Quella Joya contesa mette di fronte gli alleati di sempre ed è singolare che i dispetti di oggi (e forse di domani) siano stretti parenti di quella grande dimostrazione di coesione tra Beppe Marotta e Fabio Paratici, allora a braccetto nella Juve che portò Dybala a Torino. Furono abili a beffare l’Inter di Thohir e il Milan dell’ultimo Berlusconi, inutilmente entrati in scena per scatenare una pericolosa asta. Quel colpo fu merito della tenacia con cui Paratici tenne in caldo Dybala e il suo entourage (in primis Pierpaolo Triulzi, l’agente dell’epoca), mentre Marotta teneva a freno il suo ex datore di lavoro (a Venezia) Maurizio Zamparini, ingolosito dai rilanci di nerazzurri e rossoneri. Tutti sanno dell’invito ad Arcore per l’allora proprietario del Palermo.Un dialogo ricco di tentazioni, ma povero di sì. È passato sotto traccia, invece, il summit milanese di Eric Thohir col numero uno rossonero, grazie a un intermediario che aveva avuto la benedizione tecnica di Roberto Mancini, primo sponsor del mancino di Laguna Seca. Zampa non scendeva sotto quota 40 milioni e il predecessore di Zhang non ebbe la prontezza di chiudere, nonostante il vantaggio dell’ingresso in scena in prima battuta.
i malumori di paulo e il peso della famiglia — Ma questo è il passato. Il presente dice che la famiglia Dybala non è piu sotto i riflettori, ma è sempre a caccia di opportunità di mercato. E Marotta certe turbolenze le ha viste da vicino, sa bene che il terreno intorno a Paulo è friabile, infido. La Juve gestisce le situazioni con accortezza, ma il rischio di un incendio è latente. La prestazione invisibile di Madrid scoperchia i dubbi, il gol di Bologna è solo un palliativo. Così il neo a.d. interista pizzica i vecchi compagni di viaggio proprio sul punto debole argentino. I recenti malumori di Paulo sono lo specchio di uno stato d’animo inquieto. E non solo per le panchine inflitte da Allegri. Via Higuain, dietro il marziano CR7 c’e proprio lui con uno stipendio da 7,3 milioni di euro a stagione. Stellina tra le stelle, Paulo è ancora in una sorta di limbo: a Torino come in Nazionale. Tutti si aspettano tutto da lui, ma la consacrazione resta solo annunciata e le ultime mosse della famiglia non hanno contribuito ad accelerare il processo di crescita. A un certo punto gli aspetti economici gli hanno tolto la serenità. Il paradosso è che la crisi è dovuta al ricco ritocco del 2017. Quando il fratello Mariano riprende in mano le redini e congeda Triulzi, con tutte le conseguenze del caso. Innanzitutto, la controversia economica sulla cessione dei diritti d’immagine alla società con sede a Malta che fa riferimento all’ormai ex rappresentante. Ma soprattutto si apre una fase turbolenta con la famiglia Dybala all’opera per cercare nuovi lidi. Sono i giorni in cui Paulo viene accostato a Barcellona e Atletico Madrid, sempre all’insaputa della Juve. Situazioni imbarazzanti rischiano di mandare in crisi il rapporto. Tuttavia la faccia pulita di Paulo rasserena l’ambiente, nonostante il suo rendimento risenta di qualche alto e basso. Acquirenti al top non si presentano e la conferma in bianconero è ineluttabile.
Una stagione all’ombra di cr7 — Veniamo all’oggi, a questa stagione vissuta all’ombra di Ronaldo. I prossimi 4 mesi saranno decisivi per leggere le prossime mosse. Le recenti parole di stima di Paratici fanno parte del copione: la Juve se lo tiene stretto finché all’orizzonte non compariranno compratori seri. Allora la battuta di Marotta (che prospetta un ingresso in scena interista) non è una provocazione gratuita. Con malizia l’ex juventino scoperchia un fiume carsico dalle acque bollenti. Nel momento in cui tanti s’indignano per il rumoroso caso Icardi, anche a Torino si sta giocando una partita delicatissima. Guarda caso, i coetanei Paulo e Mauro sono sulla carta la coppia-simbolo del nuovo corso in Argentina. Ma sinora li abbiamo visti di rado insieme nell’Albiceleste. Una difficoltà che si riflette nelle vicende di casa nostra.

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