Milan: i 3 nodi Champions Scontri, ali e… abbondanza


Da gennaio si è sistemato al quarto piano con vista Champions e non si è più mosso da lì: il Milan è quarto in solitaria da quattro giornate di fila e vuole rinsaldare quella posizione che vale una stagione intera. Per farlo, però, la banda Gattuso dovrà dare prova di essere ulteriormente maturata, dopo i bei segnali mostrati a San Siro contro il Cagliari. La difesa adesso regge, Piatek ha risolto i problemi al centro dell’area e la crescita di Paquetà, condita dal primo gol in rossonero, fa ben sperare Rino. E allora cosa è rimasto da correggere nel sistema rossonero? Proviamo a vedere.
scontri da vincere — Giù dal treno Champions c’è la coda: Atalanta, Roma e Lazio sgomitano per salire al posto dei rossoneri, dai quali li separa appena un punto. Per allungare serve anche vincere gli scontri diretti e il Milan lo ha fatto una sola volta, grazie al 2-1 contro la Roma ad agosto (gara risolta peraltro nel recupero). Per il resto, solo pareggi: 2-2 a San Siro con l’Atalanta e doppio 1-1 all’Olimpico contro Lazio e giallorossi. Di fronte a chi lotta per il quarto posto come loro, insomma, i rossoneri non cadono, ma non riescono nemmeno ad avere ragione: il match di sabato a Bergamo (dove il Milan non vince dal maggio del 2015) offre l’occasione per invertire la tendenza. Altrimenti, oltre al sorpasso, ci sarebbe da fare i conti con una bella botta all’autostima.
ali da sbloccare — Cinque gol firmati Suso e altri tre divisi tra i due “panchinari” Castillejo (2) e Borini (1): lo score degli esterni d’attacco è troppo basso, e il discorso vale ancora di più per una squadra che scende in campo con un sistema di gioco che prevede il tridente. Se non ci pensa Piatek, l’unica ala ad accendere la luce è Suso, ma non può bastare: il grande assente è Calhanoglu, fermo a un centro in Europa League con il Dudelange e letteralmente ossessionato dalla ricerca del gol.
rientri da sistemare — Ed eccoci a un nodo “piacevole” da sciogliere per Gattuso: dopo mesi di infermeria piena, a Milanello ora regna l’abbondanza e qualcuno è costretto a stare fuori, vedi Conti e Cutrone. Con il rientro di Biglia, già in panchina col Cagliari, si è aperto il rompicapo centrocampo: rinunciare a Bakayoko non si può, come ha lasciato intendere Rino, mentre per Paquetà parlano i fatti (7 gare su 7 da titolare). A farne le spese, allora, potrebbe essere uno tra Kessie (apparso però in grandissima forma domenica sera) e Calhanoglu, nel caso in cui Gattuso decida di avanzare Paquetà sulla linea degli attaccanti. Occhio anche alla difesa, dove presto torneranno a disposizione Zapata e Caldara. Meglio avere problemi di abbondanza, ripetono gli allenatori in questi casi, ma guai ad alterare gli equilibri di una squadra: troppi musi lunghi possono diventare un pericolo…

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