Kate e Meghan a tutto sport Reali-rivali anche in campo


La partita più difficile se la sono giocata alla grande, con tenacia e astuzia, e alla fine l’hanno vinta: hanno fatto cadere ai loro piedi i principi d’Inghilterra, William e Harry, e si sono guadagnate, sotto lo sguardo ammirato dei sudditi, un futuro di gloria e di nobiltà. Per le “borghesi” Kate Middleton e Meghan Markle entrare a Buckingham Palace equivale a vincere un oro alle Olimpiadi: un’impresa da autentiche campionesse, un’arrampicata sociale che può riuscire soltanto a due fuoriclasse. E come fuoriclasse si comportano ogni giorno, perché ci vogliono spirito e pazienza non comuni per vivere in un ambiente senza esserci nate, per sopportare i rituali di corte e sapere di avere sempre addosso gli occhi severi della Regina che ne osserva i comportamenti più con l’intransigenza di un’istitutrice che con la comprensione di una mamma. Loro, però, si sono allenate con impegno, hanno studiato e lavorato e adesso, pur non essendo immuni da qualche trascurabile inciampo “borghese”, sono in perfetta sintonia con il loro ruolo. Ha dichiarato Kate, in un’occasione pubblica, davanti a una folla adorante di ragazzini e ragazzine: “Amo la sfida fisica e lo sforzo mentale che lo sport comporta, e mi piace il modo in cui ciò porta le persone a lavorare insieme come parte di una squadra”.
Kate, la foto sulla neve e… — Le prime foto di William e Kate, rubate dai paparazzi e pubblicate sui tabloid, ritraggono la coppia in tenuta da sci sulle nevi di Kloster, in Svizzera. È l’inverno del 2005 e in fondo alla discesa, dopo un’infinita serie di serpentine, un bacio liberatorio che è una promessa d’eternità. Ma prima del venerdì 29 aprile 2011, quando i due si sposeranno nell’Abbazia di Westminster, ci sono momenti bui, difficili: i due, per un periodo, si lasciano, non si frequentano. E Kate quei lunghi giorni di disperazione li affronta con lo spirito della sportiva: non si abbatte, non si piange addosso, continua a lottare convinta che la partita si possa ancora vincere. “It’s not over till it’s over”, “Non è finita finché non è finita”. E difatti l’impresa le riesce e lei, con grazia e stile, entra nel regno e dà ad esso quel tocco d’imprevedibilità e quella spolverata di giovinezza che mancava dai tempi di Lady Diana. Durante le Olimpiadi londinesi del 2012, assieme al marito William, è presente a tutti gli avvenimenti importanti. E non passa inosservata la sua gioia quando la nazionale inglese di ciclismo vince la prova su pista a squadre. Urla, si sbraccia, verrebbe quasi da dire che si dimena se non si trattasse di una principessa: il suo tifo, a chi le è accanto e a chi la osserva dallo schermo di un televisore, appare spontaneo, sincero. Un’improvvisa scossa di allegria percorre l’intera nazione e Kate ha avuto il merito di schiacciare l’interruttore. “Amo lo sport e amo il tifo” dichiara ben consapevole di uscire dal protocollo paludato di Buckingham Palace che prevede di non esprimere preferenze. Ma siamo nel Terzo Millennio, anche la monarchia ha bisogno di aprire le finestre e respirare un po’ di aria contemporanea.
Il tifo per il Chelsea — Se nel 2011, in Canada, Kate fa le prove di come si vive in coppia, remando assieme a William su un piccola canoa, nel 2012 prova l’ebbrezza di tenere tra le mani il timone di una barca a vela. E poi sperimenta anche volley e basket. E con i calciatori della Nazionale, durante una visita ufficiale, si intrattiene a parlare e a discutere, ascolta e impara. Chi assiste assicura che, col pallone tra i piedi, se la cava meglio del marito, ma forse sono soltanto parole pronunciate per galanteria. Fatto sta che, quando incontra un gruppo di bambini del centro “Anna Freud”, pochi giorni prima del Natale 2015, non nasconde la simpatia per il Chelsea. La cosa sorprende, perché William è un sostenitore dell’Aston Villa e da sempre la principessa d’Inghilterra tifa per la stessa squadra del consorte. Ma Kate è… Kate, i dribbling le sono concessi.
Meghan, la pallamano e allenamenti — Certo, adesso a corte è arrivata Meghan Markle, sportiva tanto quanto Kate, e la sfida si è fatta bollente. La moglie di Harry viene fotografata mentre gioca a pallamano in tacchi a spillo sotto lo sguardo attento del marito e tutti i giorni, per tenersi in forma, si sottopone, oltre che a una rigida dieta, a durissime sedute di allenamento. Palestra, pesi, pilates, yoga e tanta, tantissima corsa. “È sempre stata la mia valvola di sfogo – dichiara –. Una forma di meditazione che aiuta a schiarirmi le idee”. I bene informati assicurano che le cognatine non si sopportano granché, e che forse Kate è gelosa perché lo sbarco di Meghan a Buckingham Palace le ha tolto un po’ di luce (supposizione non lontana dalla verità). In ogni caso, al di là del solito gossip che accompagna la vita della casa reale, tra le due non ci sono ancora stati evidenti segni d’insopportazione. Mentre Meghan vive il suo periodo di gravidanza, Kate segue da vicino l’educazione dei tre figli, del primogenito George in particolare. Un vero campioncino con il pallone tra i piedi, garantiscono i giardinieri reali, e bravo anche sugli sci.
l’amore per il ping pong — Presto Kate gli insegnerà i trucchi del suo sport preferito che non è, come molti pensano, il tennis, ma il ping pong. Lì si considera un’autentica fuoriclasse e quando gioca, commentano quelli che l’hanno vista all’opera, non sembra proprio una principessa: sale il suo spirito di competizione, già piuttosto elevato, e se c’è da urlare qualche parolaccia all’avversario o a se stessa perché ha sbagliato un colpo, che gli spettatori si mettano le mani sulle orecchie e facciano finta di niente. Kate, in quei momenti, torna la ragazza borghese che è stata e si dimentica del suo ruolo. Proprio come fa Meghan quando assiste a una partita di polo alla quale partecipa il suo Harry: urla come una tifosa qualsiasi e poi, d’incanto, si ricompone e torna a essere la Duchessa di Sussex. Amiche o nemiche che siano, Kate e Meghan almeno una cosa in comune ce l’hanno: lo spirito sportivo. Da sempre scorre nelle loro vene come il sangue, le alimenta e dà loro la forza e il coraggio per giocare la partita più difficile: essere principesse, appunto.

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