Profeta o provocatore? Semplicemente Mourinho


Profeta o provocatore? È questa la domanda che, per l’ennesima volta, viene da porsi su José Mourinho dopo il gesto della mano sull’orecchio di mercoledì sera all’Allianz Stadium. Il secondo in due settimane alla Juventus, dopo le tre dita esibite a Old Trafford a indicare il Triplete con l’Inter. Mou senza battaglia non può stare ed è teatrale nella sua essenza. Ma il repertorio dello Special One è vastissimo. La Juve è il bersaglio preferito (“c’è solo un’area di rigore di 25 metri in Italia”), ma anche il Barcellona non è stato risparmiato con un altro celebre monologo, quello del por qué, por qué, por qué riferito ad arbitri e non solo. E poi c’è stato il dito infilato nell’occhio di Tito Vilanova, allora vice di Guardiola. A proposito del quale lo Special One disse: “Non ride mai, secondo me non ama il calcio”.
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