Gallinari caccia i Wolves Murray 48, Boston cede


Clippers-Minnesota 120-109
I Clippers (6-4) regolano fra le mura amiche i Timberwolves (4-7) al termine di una partita divertente e intensa. Protagonista è Danilo Gallinari che firma i canestri decisivi nel finale per regalare ai suoi una vittoria preziosa che conferma ancora di più la solidità della squadra di Los Angeles.
LA PARTITA — Doc Rivers lancia il rookie Shai Alexander in cabina di regia (Bradley out) e conferma Marjanovic in quintetto, mentre Thibodeau ritrova il “ribelle” Butler. Il primo quarto (33-31 Minnesota) è caratterizzato dal duello a distanza fra Towns (11 punti) e Gallinari (8 punti). Il giocatore italiano, ancora una volta, è molto concreto e fisicamente esplosivo ed è impressionante la varietà di movimenti che ha in arsenale risultando spesso immancabile. Una delle caratteristiche sottovalutate di Gallinari (Doc Rivers lo sottolinea costantemente) è la capacità di passaggio e non è un caso che ogni volta che la palla esce dalle sue mani l’attacco ne beneficia. La gara è piacevole, anche perchè le difese sono assenti, e le qualità di grandi solisti come Lou Williams o Derrick Rose ne viene esaltata. Colpisce in generale l’atteggiamento dei Clippers che giocano una pallacanestro divertente con tutti i giocatori coinvolti e trovano dalla panchina punti importanti ed energia. L’equilibrio sul finale di tempo (63-59 Clips) è rotto da Tobias Harris (17 punti all’intervallo) con due belle penetrazioni che esaltano lo Staples. E’ a inizio ripresa che i padroni di casa cambiano marcia nella loro metà campo, chiudendo l’attacco dei Twolwes e scatenando la transizione per il massimo vantaggio (77-66 a 8’11” terzo quarto). La squadra di Thibodeau, in una serata dove Wiggins non è incisivo e Butler è ben marcato da Beverley, è costretta sempre ad inseguire e serve un generoso Rose per restare a contatto. Minnesota ha un linguaggio del corpo che dice tutto del momento con tanti giocatori in campo che sono fermi e faticano a trovare il ritmo e Towns che a tratti scompare dal campo (4 tiri nel secondo tempo, 1 nell’ultimo quarto). Los Angeles ha la grande colpa di non chiudere la gara nella terza frazione (92-84) e, quando Butler (16 nel quarto conclusivo) decide di incominciare a giocare, i Lupi hanno un sussulto con 8 punti consecutivi dell’ala da Marquette che ristabiliscono l’equilibrio (94-93 Clips a 10’07” alla fine). Rivers decide di cambiare quintetto e trova la quadratura difensiva con tre piccoli (Alexander, Beverley e Williams) ma è l’attacco che fatica con Gallinari che fatica ad attaccare il canestro e gli errori di lettura si ripetono favorendo il contropiede orchestrato da Rose. Nel momento decisivo però l’ ex Olimpia Milano risponde presente e, prima segna una tripla che toglie pressione (110-103 a 4’07”) e poi di pura classe firma sei punti negli ultimi 2 minuti e 42 caricandosi sulle spalle tutto l’attacco e chiudendo la gara. CLIPPERS: GALLINARI 22 (5/11 da due, 2/6 da tre, 6/6 tl, 4 rimb, 3 assist) Harris 22. Rimbalzi: Harris 10. Assist: Williams 6.
TWOLWES: Rose 21, Butler Towns 20. Rimbalzi: Towns 12. Assist: Butler 5.
Denver-Boston 115-107
Denver continua a stupire, Boston a faticare. I Nuggets vincono ancora, per la nona volta in 10 partite in questo inizio di stagione, la sesta in casa in altrettante gare. Stavolta l’eroe di serata è Jamal Murray, che segna 48 punti, suo massimo in carriera, 19 nel 4° quarto, non lasciando nessuna chance ai Celtics, pur avanti anche di 18 punti nel 1° quarto. Per Denver è la miglior partenza dalla stagione 1976-77. Boston, al secondo k.o. di fila, si ritrova 6-4 di record. Inizio lento rispetto a Toronto e Milwaukee, a Est uscite sprintando dai blocchi di partenza.
LA PARTITA — C’è Craig in quintetto al posto dell’infortunato Barton, giocherà solo 3’, i suoi minuti “mangiati” da Beasley, Morris e Hernangomez. Thomas, il grande ex, è ancora fuori causa, infortunato. Boston parte forte, 10-2 sulla tripla di Brown, poi addirittura 34-16 sul canestro di Smart, e 34-19 dopo i primi 12’ di gioco. Nuggets sotto, ma Murray già con 14 punti: la sua serata magica è appena cominciata. Nel 2° quarto Denver mette apposto la difesa, costringendo i verdi a soli 22 punti, facendo contento Coach Malone che post gara si lascerà scappare un un provocatorio: “Spero che i tifosi Celtics si siano divertiti…”. Comunque ospiti avanti 56-54 all’intervallo, sul canestro di Irving, in serata da 31 punti. I Nuggets sorpassano con la tripla di Hernangomez imbeccato da Jokic, limitato dai falli e che chiuderà con soli 8 punti (ma 10 assist e 8 assist), per il 57-56. Si fa in tempo a osservare la gara di scacchi tra Stevens, che s’inventa un efficace hack a Plumlee, e Malone, che replica mandando in lunetta la matricola Williams, poi a fine 3° quarto arriva l’allungo Nuggets grazie allo strappo della panchina, con Monte Morris e Beasley protagonisti dell’11-2 di parziale negli ultimi 3’ di frazione. 88-81 Denver con un quarto da giocare. Quello di cui s’impossessa Murray. I C’s s’innervosiscono: il solito (Marcus) Morris si becca un fallo tecnico. Murray domina in penetrazione: attacca il canestro senza i biancoverdi abbiano antidoti. Nemmeno Smart riesce a mettergli la museruola, e al ferro Horford gli fa il solletico. Il canadese vince la partita ai suoi, e sulle ali dell’entusiasmo esagera: cerca una tripla a un secondo dalla fine, a risultato acquisito, per scollinare quota 50 punti. Poco apprezzata, inevitabilmente, dagli avversari, e per la quale poi gli tira le orecchie pure Malone. Solo dopo averlo ringraziato.
DENVER: Murray 48 punti, Harris/Lyles 13. Rimbalzi: Jokic 10. Assist: Jokic 8.
BOSTON: Irving 31, Tatum/Brown 15. Rimbalzi: Hayward 9. Assist: Horford 6. Riccardo Pratesi

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