Roma, la rivincita di Olsen E Alisson scivola coi Reds…


Le belle notizie, in fondo, non sono poche. La Roma vince il proprio turno di Champions (unica italiana), Di Francesco viaggia con la migliore media punti in Europa dai tempi di Liedholm (se parametrato coi 3 punti), pari a circa 1,8. Ma non basta. Se il campo racconta che Perotti può recuperare in vista della Sampdoria, mentre De Rossi è difficile che ce la faccia, la curiosità che dà il segno di un mondo che sta cambiando arriva dai portieri. Ci credereste? Olsen sugli scudi e Alisson criticato. Cominciamo dallo svedese.
PALLONE D’ORO SVEDESE — Ci ha messo un po’ Robin, ma alla fine ce la sta facendo. Prima il buon Mondiale con la Svezia, poi l’arrivo alla Roma e adesso la concreta possibilità di portare a casa il Pallone d’oro svedese 2018, che sarà assegnato il 12 novembre. Dopo un avvio complicato, adesso l’ex Copenhagen – che ieri ha festeggiato le 50 presenze in Champions con una vittoria – sta mostrando infatti tutto il suo valore facendo ricredere gli scettici. E anche in patria è un punto di riferimento, tanto da essere considerato il favorito per la conquista del premio, che in Svezia ha un valore speciale già dai tempi di Ibrahimovic.
BRASILIANO CRITICATO — Un po’ in crisi a Liverpool, invece, è Sua Maestà Alisson, il portiere più pagato della storia del calcio. Oltre a non essere stato troppo apprezzata la sua prestazione di Belgrado (2-0 e “Reds” sconfitti), il brasiliano è incappato in un refuso nell’acronimo di “You’ll Never Walk Alone”, l’inno del Liverpool. L’ex giallorosso ha postato sul proprio account Instagram una sua foto con l’hashtag “YMWA“. I tifosi però lo hanno criticato per quella “M” sbagliata nell’acronimo del famoso testo di Gerry & The Pacemakers. Dopo qualche minuto la correzione nella didascalia, ma era già troppo tardi: la sua bacheca era già invasa dalle critiche dei tifosi del Liverpool. “You Mancs walk alone”, “You Must walk alone”, “You Might walk alone”… “It’s ‘YNWA’. Ali, don’t write wrong the letters…”. Decine di post del genere che lo hanno costretto a blindare per un po’ il suo profilo Instagram. Morale: strana la vita dei portieri.

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