Kramer e la finale scordata "Garay, Higuain e i ricordi…"


A volte il pensiero va dove la memoria si ferma. Christoph Kramer è diventato famoso perché il 13 luglio 2014 giocò da titolare la finale dei mondiali. O meglio: divenne famoso perché, pur vincendo la partita più importante della propria carriera, raccontò di non ricordarla. Colpa di una botta in testa subita in uno scontro con Garay: “Non mi ha mai chiesto scusa, ma chissà, magari ho dimenticato pure quello”, ha detto più volte scherzando il centrocampista tedesco. Quello scontro gli causò un trauma cranico per il quale ha perso la memoria. Anche se qualche flash della giornata ce l’ha. Visto il forfait di Khedira, a poche ore dall’inizio della partita, Löw comunicò a Kramer che avrebbe giocato da titolare la finale con l’Argentina. Per lui era la prima partita ufficiale giocata dal primo minuto con la Germania. “Ad anni di distanza posso dire che ciò che mi ha aiutato a non perdere la calma è stata la normalità con la quale Löw mi disse che avrei giocato”, racconta Kramer alla Bild. Christoph era agitato, sorpreso, intorno a lui, invece, erano tutti sereni. E la fiducia che ha percepito in quel momento la ricorda eccome. “Nessuno mi ha detto che era l’occasione della vita, nessuno mi ha chiesto se me la sentivo. Per loro era semplicemente normale. Per questo sarò sempre grato allo staff tecnico”.
INCUBO HIGUAIN — Negli anni Kramer è stato prima trattato dal Napoli, poi seguito dalla Juventus e dal Milan. Tutte squadre nelle quali avrebbe potuto giocare con Higuain, che quel giorno era suo avversario: “Dal momento dello scontro con Garay non ricordo nulla, non ho nemmeno percepito dolore – spiega il giocatore del Borussia Moenchengladbach –. Il primo ricordo che ho è con i medici dentro gli spogliatoi. Ho un vuoto di 15 minuti. I dottori mi stavano tranquillizzando, dicendo che eravamo ancora sullo 0-0. Nel mio subconscio ero sicuro che l’Argentina fosse in vantaggio per il gol di Higuain. L’arbitro però glielo aveva annullato pochi secondi prima del mio infortunio. Eppure avevo la convinzione che fosse gol”.
LEGGENDA — Prima di abbandonare definitivamente il campo Kramer provò a rientrare, ma venne sostituito appena chiese a Rizzoli (arbitro dell’incontro) di che partita si trattasse. Una storia curiosa, che lo ha reso il personaggio di quella finale: “Dal punto di vista mediatico per me è stato un episodio positivo, perfino una fortuna. La gente mi collega alla finale dei mondiali e nella vita ci sono cose peggiori di questa. Però non è una storia della quale vado fiero”. Per fortuna però Kramer ricorda bene il momento in cui ha preso in mano la coppa: “È stato il momento più bello della mia vita. Quando mi incontro con uno dei giocatori che facevano parte di quella nazionale provo una sensazione particolare. Siamo uniti da qualcosa di magico, speciale. Questo non me lo toglierà mai nessuno”. E anche se il ricordo di quel giorno è frammentario, il pensiero e le emozioni arrivano dove la memoria si ferma.

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