Higuain, Betis in dubbio Il Pipita lavora per la Juve


La testa dice Juve, la schiena ancora non si sa. Dalle 21.05 di domenica scorsa, quando Gonzalo Higuain ha lasciato il campo della Dacia Arena di Udine con una mano sul fianco e un’espressione di dolore dipinta sul volto, le condizioni fisiche del Pipita hanno cominciato a togliere il sonno ai tifosi milanisti. E, con molte probabilità, rosicchiano qualche ora pure alle notti di Rino Gattuso. Il quale ha indiscutibilmente altro a cui pensare, visto che alle 15.40 di questo pomeriggio lui e la sua squadra decolleranno da Malpensa su un aereo diretto a Siviglia e domani sera, sul campo del Betis, si giocheranno una bella porzione di futuro in Europa League. Presentarsi al Villamarin con il Pipa arruolabile farebbe già la differenza, ma è inutile nascondersi: l’obiettivo numero uno in casa rossonera è avere il centravanti argentino a disposizione per la supersfida di domenica con la corazzata di Allegri.
PRUDENZA — Ieri mattina Higuain si è presentato a Milanello come il resto della squadra ma non si è allenato: ha proseguito le terapie per provare a smaltire la fitta alla zona lombare che lo ha costretto al cambio nel match contro l’Udinese. Dopo i controlli di questi giorni, lo staff medico del Milan valuterà se è il caso di imbarcare anche lui sul volo per la Spagna, anche se l’infortunio richiede la massima attenzione, se non altro perché la parte del corpo coinvolta invoca brutti ricordi: «Sette-otto anni fa Gonzalo ha subito un intervento alla schiena», aveva spiegato a caldo Gattuso nel post partita dell’altra sera.
DA MADRID A OGGI — L’episodio a cui si riferiva il tecnico risale ai tempi del Real Madrid, nel novembre (stesso mese dell’infortunio attuale, scongiuri assolutamente consentiti) del 2010: il Pipita, allora 23enne, si fermò dopo un match con l’Athletic Bilbao, poi dovette operarsi a Chicago per un’ernia al disco e rimase fuori fino all’aprile dell’anno successivo. Quello stop così lungo, tuttavia, sembra appartenere alla preistoria: da quando è in Italia, il numero 9 cresciuto nel River ha dovuto rinunciare a pochissime partite per problemi fisici, quasi sempre di lieve entità. Basti pensare che le tre gare di fila saltate nel maggio del 2014 rappresentano l’assenza più prolungata per infortunio tra Napoli, Juventus e Milan.
CORSA — Le primissime sensazioni dell’altra sera, anche alla luce degli impegni in calendario che propongono il faccia a faccia con Ronaldo e gli ex compagni nel giro di una settimana, lasciavano ipotizzare a un eccesso di prudenza da parte di Gonzalo, ma le parole di Rino e il mancato ritorno al lavoro sul campo di questi giorni hanno inevitabilmente alzato il livello di allarme, anche se l’ottimismo in vista di domenica resta vivo. Una cosa è certa: dopo anni di esperienza, Higuain sa benissimo come gestire gli input del proprio corpo, sa quando fermarsi e quando forzare, lo dimostrano le due trasferte di Empoli e Reggio Emilia saltate per un problema a una vecchia cicatrice muscolare. Allora, rientrò contro l’Olympiacos e subito da titolare, firmando il gol della rimonta. I tifosi del Diavolo sarebbero disposti a qualche altra notte in bianco da qui a domenica, pur di rivederlo a San Siro di fronte ai bianconeri. Con lo stesso impatto di quel giovedì di ottobre, ovviamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *