Linus: "Sì, lo sport fa male Ma senza sto pure peggio"


“Ho tre punti in faccia come Frankenstein e il naso rosso come un clown. Ma è solo una ferita nel morale e nell’aspetto, nessun problema fisico: ho una frattura composta al naso ma me lo soffio tranquillamente. Più che altro è l’imbarazzo di spiegare come sono riuscito a farmi così male!”. Eh, in effetti: come ha fatto? “Correvo talmente forte che la botta è stata proporzionale”, scherza Pasquale Di Molfetta, per tutti Linus, conduttore radiofonico di Deejay chiama Italia e non solo: le immagini del suo volto dopo una caduta mentre correva hanno fatto il giro del web. “Ho una falcata molto elegante – ha detto al ritorno in radio –, con le ginocchia molto alte… per finta: inciampo anche in una formica, e così è stato. Sono inciampato in una radice, il problema è che il marciapiede era stretto e con i paletti per evitare che le macchine parcheggino: per evitarli ho fatto una specie di carpiato che è finito male, faccia a terra, in una pozza di sangue, terribile. Una roba splatter. Però niente di grave”.
Si è costituito da solo postando la foto dei postumi della botta: da volto del running a volto dello sport che fa male.
“Sì, lo sport fa male, è evidente! Però se me lo togli mi fa ancora peggio: nel dubbio preferisco continuare. A parte gli scherzi, è vero che alla lunga la corsa non fa benissimo, ho un po’ di acciacchi tra tendini e ginocchia: in una settimana vado tre volte a correre (8-9 km, un po’ di più la domenica) e due volte in bici”.
Conduce un programma sull’attività fisica, ha scritto un libro, è l’anima della Deejay Ten… Questa caduta le rovina un po’ la fama.

“I messaggi più affettuosi sono arrivati da altri che come me fanno attività e sanno che una-due volte l’anno bisogna pagare pegno. In primavera ero caduto dalla bici, ora correndo… Per fortuna faccio poca piscina, sennò annegavo!”.
Eh allora forse a 61 anni (festeggiati martedì)…

“Sì, tutti mi dicono che ormai sono troppo vecchio per queste cose, ma è solo invidia! Corro da 20 anni, sono caduto altre volte, peraltro sempre a fine allenamento: se fai i chilometri che facciamo noi è normale che succeda. In verità la mia specialità era rialzarmi dalla caduta senza neanche fermare la corsa!”.
Aveva in programma di essere alla maratona di New York?

“No, già prima della caduta. Per la prima volta dopo tanto tempo non ci sarò, anche se negli ultimi tre anni andavo solo a vedere”.
E correrla di nuovo?

“I sogni da maratoneta li ho messi da parte. Magari tornerò a farla, ma devo inventarmi una motivazione forte”.
Forte come quando corre. A patto che non ci siano radici.

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