Il Psg cala la manita: 5-2 Europa, Napoli quasi fuori


A Frattamaggiore, è come se avessero giocato due Napoli. Distratto e mai in partita il primo; aggressivo e feroce il secondo. Se la squadra di Baronio avesse affrontato il Psg con la rabbia messa in campo della ripresa, non sarebbe virtualmente fuori dalla Youth League. La prima sconfitta (2-5) dopo tre pareggi di fila porta invece il Napoli a -4 dal secondo posto, con due sole partite da giocare, di cui una in casa del Liverpool: servirà un’impresa, proprio come quella che il Napoli stava per compiere contro la squadra di Thiago Motta. Nel primo tempo non c’è stata storia: al 13′, il Psg è passato in vantaggio con Muinga, che ha chiuso una grande azione con un tocco a due passi dalla porta di D’Andrea. Al 43′ il raddoppio con un destro da fuori di Kapo, dopo che Baronio – che aveva come sempre schierato la squadra con il 3-5-2 – aveva sostituito Illuminato con D’Alessandro.
REAZIONE — Il 3-0 segnato al 51′ da Aouchiche (classe 2002) con uno splendido esterno destro all’incrocio dei pali sembrava aver messo la parola fine al match. Ma in quel momento è iniziata un’altra partita: due regali della difesa del Psg hanno regalato altrettante occasioni a Palmieri, che però le ha fallite entrambe, clamorosamente. L’ingresso in campo di Gaetano, il giocatore più talentuoso, ha però dato altra spinta al Napoli, che ha trovato il 3-1 al 62′ proprio con il suo numero 10, bravo a colpire di sinistro al primo pallone giocato. Quattro minuti dopo, è arrivato anche il gol del 3-2 con il francese Zedadka, arrivato in estate dal Nizza, bravo a ribadire di testa in rete dopo la parata di Innocent su Mezzoni. Con il Psg sotto shock, il Napoli ha sfiorato addirittura il clamoroso pareggio: sul cross dello stesso Zedadka, Innocent ha deviato in angolo un colpo di testa a botta sicura di Gaetano. Dal possibile 3-3, al 2-4 di Yaisien che ha chiuso la partita, prima della quinta rete francese segnata su punizione da Coulibaly. Quasi omonimo del difensore di un Napoli che si mangia le mani, ma che è quasi fuori dall’Europa.

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