Bergamo, vetta a un passo Roderick e Taylor, è show


La scorsa estate il suo futuro era in bilico, oggi è tra le migliori squadre del girone Ovest di A-2. Strano percorso quello di Bergamo, società giovanissima, costretta dai risultati del campo ad accelerare il naturale processo di adattamento di chi si affaccia nel basket che conta. L’epilogo della scorsa annata – in cui era inserita a Est – è stato da copione cinematografico: da neo-promossa, ha stentato fino alla primavera; poi il cambio in panchina e qualche aggiustamento indovinato nel roster hanno dato vita ad una rimonta davvero difficile da immaginare, partendo dal fondo della classifica. Un filotto di vittorie nelle ultime sette gare di regular season che è valso la conquista della salvezza diretta, senza neppure dover patire le sofferenze dei playout. La prima parte dell’estate non è stata però serena: gli sforzi profusi per rinforzare la squadra in corsa hanno costretto la società a sforare il budget ben al di là delle previsioni, spingendo il presidente Massimo Lentsch e il suo staff a interrogarsi a lungo se fosse il caso di continuare, ed eventualmente come, nella costante ricerca di realtà del territorio disposte a investire nel progetto. Un limbo di insicurezza durante il quale le altre squadre si erano già lanciate sul mercato, e che ha costretto molti reduci della passata stagione ad abbandonare il club bergamasco, accettando offerte più certe: coach Sacco, il gm Bartocci, Hollis, Laganà, Ferri, Bozzetto. Alcuni sarebbero rimasti, e saremmo qui a raccontare una storia diversa. Soltanto a luglio, un volta confermata la sostenibilità economica del progetto in un orizzonte triennale, il roster ha iniziato a prendere forma: innanzitutto le conferme di Fattori e del neo-capitano Luigi Sergio, quindi le firme di Zugno, Casella e Benvenuti, poi quella di Zucca a concludere il mercato. In mezzo i due colpi con gli Usa: Terrence Roderick era una sicurezza, ma dopo le esperienze ad Agropoli e Ferrara era inspiegabilmente senza squadra. Si è inserito con determinazione, dedizione e grande senso di responsabilità: un paio di settimane fa, sentendosi colpevole della sconfitta nel derby con Treviglio, non ha parlato per due giorni. Gira a 16 punti, quasi 13 rimbalzi e 6 assist di media.
SORPRESA — Brandon Taylor è la sorpresa: pescato in Romania, il fisico tarchiato sugli appena 180 cm di altezza può ingannare. Non è per nulla piantato e sa giocare eccome: play naturale che vede il canestro, viaggia a 19.2 punti, 4.8 rimbalzi e 5 assist di media, col 42% da tre; domenica scorsa a Capo d’Orlando ha sfiorato la tripla doppia (14+11+9), segnando i liberi della vittoria all’overtime. La quarta in sei gare: tre di fila all’esordio, poi un paio di capitomboli, quindi l’impresa in Sicilia, che proietta Bergamo a un passo dalla vetta. Un premio per le fatiche di coach Sandro dell’Agnello, che sta tornando a sorridere, dopo l’esonero dello scorso anno a Brindisi: il suo carisma è sicuramente uno dei segreti di quest’ottimo avvio. Potrà durare a lungo? I presupposti ci sono, e il pubblico bergamasco – che per tradizione vede solo calcio – sta iniziando ad apprezzare, accorrendo al palazzetto.

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