Eli Canalis sul ring: "Io felice Senza calcio né calciatori"


Sono le 8.30 del mattino a Los Angeles e a casa Canalis-Perri c’è un certo
movimento, lo percepisci anche al telefono dall’altro capo del mondo. “Aspettate solo un attimo, mi chiudo in una stanza”. La piccola Skyler, tre anni appena fatti, reclama la mamma, bussa, si fa sentire: “Sta praticamente buttando giù la porta”. Del resto deve prepararsi per la scuola e mamma serve. Elisabetta Canalis si scusa, chiama il marito, il chirurgo italoamericano Brian Perri, e il silenzio arriva improvviso. “Di che cosa vogliamo parlare?”.
Della sua vita?

“La mia vita va molto bene, sono presa dalla routine quotidiana, bambini-scuola, e sto risistemando la palestra e centro polifunzionale che ho qui a Los Angeles, lo Skyview. Sono tornata da poco dall’Italia dove ho terminato varie cose, tra cui ‘L’isola di Pietro 2’, la fiction con Morandi che va su Canale 5”.
Ma come si vive in questi Stati Uniti?
“Ho dei bei ricordi dell’Italia e sono felice quando torno, ma qui ormai c’è una parte consistente della mia vita, al di là della famiglia. Ho investito i miei risparmi in un’attività a cui tengo, ma posso sempre tornare se c’è da fare qualcosa di bello. È la situazione ideale. Non ho mai rimpianto le opportunità che avrei avuto restando, la mia è stata una scelta molto consapevole. Quando guardo la tv italiana, che mi piace, sia chiaro, e vedo le ragazze che hanno iniziato con me fare programmi importanti, penso alla vita che hanno una volta uscite dallo studio e non le invidio. Sono contenta così. Però non vorrei invecchiare qui, a un certo punto mi piacerebbe rientrare”.
Ecco. Lei con Vieri all’inizio del 2000 ha dato il via al binomio velina-calciatore, era lanciatissima, viveva in un mondo dorato. Perché è volata via? Per scelta, per caso, per amore? Insomma, perché non ha sposato un giocatore?
“Sul piatto della bilancia hanno pesato molto l’invasione della privacy e il fatto di ritrovarmi in un ambiente che stava limitando tantissimo la mia libertà, perciò ho preferito rinunciare a tutto, ma, ripeto, senza rimpianti. La vita, anche quella professionale, mi ha dato molto di più di quanto mi aspettassi”.
Chiaro. Abbiamo letto che si è commossa alla notizia di Bobo papà?

“Sono stata contentissima, ma a questo proposito mi piacerebbe dire per la prima volta una cosa: Christian e Costanza sono una coppia con un figlio in arrivo, lei è una mia amica. Non è superato il tempo di tirare fuori questa nostra vecchissima relazione? Lo fanno sempre e non è bello, anche nei confronti di Costanza che sta aspettando un bambino. Poi è chiaro che la loro felicità mi renda a mia volta felice”.
E questa sua attenzione dimostra quanto davvero tenga a loro. Cambiamo argomento: segue il nostro campionato di calcio?

“Mi è capitato di vedere una volta l’Inter, però no, direi di no. Io seguivo l’Inter di Moratti…”.
Allora torniamo alle sue giornate a Los Angeles, sembrano molto intense.
“Quello che pesa sono i viaggi, il resto in realtà è piuttosto tranquillo. Tra l’altro dopo la partenza di Maddalena (Corvaglia, con cui aveva aperto la palestra, ndr), rientrata definitivamente in Italia per motivi lavorativi e personali, ho dato vita a una specie di restyling di Skyview con nuovi soci: offriremo molti più servizi, tra cui probabilmente pilates e spero le arti marziali”.
Che sono la sua passione.
“È vero, mi piacciono molto. Sono discipline utili a tutto, sul piano fisico e su quello mentale, migliorano concentrazione e riflessi. Dovrei consigliarle a mia mamma che è allergica allo sport e piena di acciacchi… Ma torniamo a me! Qui a Los Angeles mi alleno al Kings Mma, a Milano invece lavoro con Angelo Valente (pluricampione del mondo di kickboxing, ndr) alla Kick and Punch. Vorrei tanto riuscire a portare anche nella mia palestra il muay thai o qwan, che sono quelle che pratico più volentieri”.
Ma riesce a stare un giorno senza sport?
“Tutti credono che io sia superatletica… A me questa cosa fa riderissimo! In realtà mi alleno due, massimo tre ore a settimana, però da quello che si vede su Instagram effettivamente può sembrare che io viva e dorma in palestra. Il fatto è che avendo un business sportivo e sponsor legati a macchinari o abbigliamento per il fitness è facile che pubblichi foto di quel genere. Ma quello che posti è una cosa, la vita reale è un’altra”.
Quindi che rapporto ha con i social?
“Li considero uno sviluppo della tecnologia e della comunicazione, una nuova frontiera del mercato: se alle sfilate oggi trovi le blogger o le influencer al posto delle attrici vuol dire che l’impatto dei social sulle vendite è importante. È qualcosa di diverso che apprezzo e sfrutto: prima si andava per negozi, ora si va su Instagram e si compra online”.
Anche lei?

“Sono stata un po’ addicted per un certo periodo (ride), poi mi è passata perché ero talmente ingorda da sbagliare taglie, ma talmente pigra da non restiruire niente. Ora mi limito alle ricariche dello Scottex e del detersivo per pavimenti”.
Già che parliamo di detersivi, a casa come se la cava?
“Sono una maniaca dei supermercati, lo sono sempre stata, potrei abitarci. A Milano conoscevo l’orario di chiusura di tutti, così quando finivo di lavorare, tardi, sapevo comunque dove rifugiarmi: a piazzale Udine chiudeva alle dieci, l’Esselunga di viale Piave ancora dopo… Potrei citarne centinaia!”.
Ma cosa l’affascina di un supermercato?
“Eh, mi dà un senso di pace, sono io da sola davanti a mille prodotti. Mi piace tantissimo, in particolare il reparto detersivi, tra ammorbidenti e smacchiatori perdo la testa… Poi qui in America ci sono posti con due corridoi soltanto di cereali, quattro di bibite energetiche… Un sogno”.
Tra un supermercato e un negozio di scarpe?

“Ovviamente il supermercato! Mi sento molto più a mio agio”.
Ma tutti questi prodotti attentamente selezionati poi li cucina anche?
“Certo, cucina italiana, che tra l’altro qui va molto”.
A proposito di Italia, con Skyler in che lingua parla?

“Italiano. Sente l’inglese ovunque, ma con me e con la community di amici che abbiamo qui parla italiano”.
Che mamma è?

“Sdolcinata, molto ‘baciona’, temo il giorno in cui mi respingerà. E tutto questo per me è un’anomalia, sono una persona piuttosto distante e rigida nei rapporti interpersonali, non reggo chi mi abbraccia e mi tocca. Ma è solo una questione fisica, emotivamente è tutto molto diverso. Alla fine le vere coccole le riservo soltanto a mia figlia e ovviamente ai miei cani”.
E il marito?

“Ma sì, anche a lui poverino. E comunque ha fatto una scelta, lo sa come sono fatta”.
Torniamo ai cani.
“Sono la mia gioia, quando ne ho smarrito uno per due ore ho perso venti anni di vita. Ho anche collaborato con diverse associazioni e canili per salvarne tanti, come è accaduto dopo l’uragano in Sardegna dove con la Lida sezione Olbia ne abbiamo salvati 700 in tre giorni. Io comunque amo tutti gli animali. Presto con ogni probabilità andrò in missione con Sea Shepherd, l’organizzazione internazionale che lotta contro la distruzione dell’habitat degli oceani e il massacro delle specie. È una cosa bellissima. Sono stata già attivista di Peta, ma essere stata contattata da loro per me è un onore. Purtroppo sugli animali c’è pochissima attenzione e mancano le leggi in loro tutela, anzi, ce ne sono alcune che approvano certe brutalità dell’uomo nei loro confronti”.
Un suo pregio e un suo difetto?

“Ho la personalità di un chihuahua: invece di ragionare sulle cose abbaio, ma dopo dieci minuti mi passa. Molti restano impressionati dalle mie reazioni, ho un carattere apparentemente forte, in realtà sono una persona che ama i buoni rapporti e non porta rancore”.
Ma il chihuahua sarebbe il pregio o il difetto?

“Forse entrambi”.
L’aspetto fisico quanto l’ha aiutata nella vita?

“Beh, Ricci non ti chiedeva certo una laurea in Economia per ballare a Striscia, quindi è evidente che mi abbia aiutato, anche parecchio. La bellezza secondo me aiuta sempre le donne, chi si prende cura di sé, attraverso lo sport, la vita sana, l’alimentazione, è una persona più sicura e questo è importante. Poi c’è anche il divertimento, che conta: io non sarò mai il tipo che si sfama con un avocado, io mangio tutto, a parte le verdure…”.
Ha appena compiuto 40 anni. La preoccupa il tempo che passa?
“Certo! Se come me hai un lavoro collegato all’aspetto fisico, come puoi non preoccuparti? Quando qui in America vado a fare sparring mi dicono sempre: “Copriti la faccia che è il tuo money maker”, la mia fonte di guadagno… Come se un chirurgo si rompesse le mani”.
Vivendo negli Stati Uniti che idea si è fatta della vicenda #MeToo?

“Penso che adesso sempre meno persone cercheranno favori sessuali, quanto è accaduto è un bel deterrente. D’altra parte credo ci fosse una sorta di legge di mercato, nel senso che l’offerta di ragazze disponibili era molto abbondante: in tanti conquistavano un lavoro utilizzando scorciatoie. Io non sono dalla parte di certe persone e non le reputo delle vittime, sono quasi più vittime quelli che ci sono cascati, dei veri polli. Il problema di questo #MeToo è stato proprio la scarsa differenziazione tra le donne di cui qualcuno ha approfittato e quelle che hanno approfittato della loro bellezza. Per queste ultime non provo né compassione né solidarietà. Detto questo, le ragazzine inesperte che vanno ai provini devono essere tutelate. È difficile, bisognerebbe distinguere caso per caso, dipende anche dalla famiglia che hai alle spalle”.
Lei ha sempre saputo gestire situazioni pericolose?

“Io sono stata brava a fidarmi delle persone giuste. Il mio primo agente era Franchino Tuzio, che adesso purtroppo non c’è più. È stato il mio mentore e mi ha sempre tenuto alla larga da loschi personaggi. Io sono stata fortunata, molte altre ragazze purtroppo no”.

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