"Guai a cali di tensione In Europa Barça favorito"


Il pericolo è molto chiaro nella testa di Massimiliano Allegri. La Juventus non deve staccare la spina, perché 9 vittorie e un pari su 10 partite sono un cammino invidiabile “ma dietro vanno forte. L’Inter paga i punti persi contro Parma e Torino, il Napoli ha perso lo scontro diretto e la differenza sta tutta lì. A Empoli abbiamo avuto difficoltà oggettive: vincere le partite non è semplice, anche perché fare punti contro di noi rappresenta un traguardo da ricordare per tutti. Noi possiamo mettere a rischio il campionato perché abbiamo questi cali di tensione. Domani arriva il Cagliari, che è la squadra che corre di più e ha un attaccante come Pavoletti, tra i più forti nel gioco aereo. Quest’anno creiamo di più ma rispetto all’anno scorso abbiamo meno percentuale realizzativa. E in questa minore percentuale ci sono i gol che mancano su palla inattiva: ne abbiamo fatto uno solo nella prima col Chievo, domani dobbiamo fare gol così”.
punizioni — In questo calo di efficacia realizzativa rientra anche il tema delle punizioni: fin qui le ha calciate quasi tutte Ronaldo con risultati non particolarmente brillanti. “La divisione è chiara – ammette Allegri – da lontano le calcia Cristiano, mentre se il pallone è più vicino all’area tocca a Dybala o Pjanic a seconda del lato. Cristiano è un ragazzo molto intelligente e lo accetta senza problemi. Al momento abbiamo preso poche punizioni vicino all’area da posizione centrale. Dobbiamo migliorare sugli angoli e le punizioni laterali. E poi prendiamo troppi gol: 7 finora in proiezione significa 28 a fine anno. E con 28 gol rischi di compromettere il campionato. Perché con 30 reti subite lo scudetto non lo vinci”.
formazione — “Domani sono fuori Chiellini e Bernardeschi, tornano Khedira e Mandzukic ma devo valutare come impiegarli visto che sono al rientro. Su Federico serve equilibrio: ha fatto passi da gigante, dopo le prime partite è stato dipinto come un fenomeno. Poi è venuto via dalla Nazionale con un problema muscolare al sartorio e l’abbiamo trascinato. Ora l’ho fermato io e finché non sta bene non rientra. Le prestazioni ultime sono dovute a questo. Ci vuole calma ed equilibrio, ci facciamo prendere troppo da facili entusiasmi, soprattutto su giocatori che devono ancora crescere. Vale per lui, per Rugani e per i tanti giovani che ci sono in Italia. Ci facciamo prendere troppo dall’entusiasmo, come quando a 20 anni hai la prima fidanzatina e pensi chissà cosa”. Difesa con Szczesny, Cancelo, Bonucci, Benatia (più adatto a Pavoletti rispetto a Rugani) e molto probabilmente De Sciglio. In mezzo sicuri Pjanic e Matuidi, con Cristiano titolare e in volo verso i 1000 minuti consecutivi in campo. Ballano un paio di maglie tra Bentancur e Cuadrado e tra Dybala e Mandzukic, con Douglas in rampa di lancio. “È stato via due mesi, ora è tornato”.
championsL’intervista alla Gazzetta in cui Gianluca Vialli ha indicato la Juventus come la squadra più forte in Champions stimola il dibattito. Allegri incassa i complimenti, non si sottrae ma precisa. “Io sono realista e obiettivo, non scaramantico. Secondo il mio modesto parere il Barcellona è la favorita numero uno, noi siamo tra le 4 candidate più forti ma ci vuole molta calma. Intanto cerchiamo di sistemare il girone mercoledì con il Manchester United. L’anno scorso quando il Real era a 20 punti dal Barcellona dissi che era favorito per la Champions. Quest’anno la candidata è il Barcellona. Perché? Basta vedere le partite e non guardarle…”.

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