Olsen e il fantasma Alisson "Voglio essere all'altezza"


Era arrivato a Roma nello scetticismo generale, complice anche la pesante eredità da raccogliere di un gigante come Alisson. In soli tre mesi è riuscito a risalire la china ed a conquistarsi quel rispetto che si deve non solo ad un professionista, ma anche ad un portiere che ha dimostrato di essere bravo. Che poi è quel che conta, soprattutto in una piazza che brucia giudizi come Roma. “Quando sono arrivato c’era molta pressione nei miei confronti, ma è normale quando si arriva in un grande club – dice Robin Olsen -. La Roma aveva appena ceduto un portiere fantastico come Alisson, sapevo che avrei dovuto dimostrare sul campo il mio valore. Quando sono arrivato per me era tutto nuovo: metodo e tecniche di lavoro. C’è voluto un po’ di tempo, ho dovuto ambientarmi. Ho trovato un nuovo allenatore, con cui lavoro su tutto: tecnica, posizionamento, gioco da dietro. Sto lavorando duro ogni giorno e ogni minuto per dimostrare di essere all’altezza”. Obiettivo raggiunto, almeno per ora. Quello che non deve fare Olsen adesso è quello di sentirsi al sicuro. Perché lo scivolone è sempre lì, dietro l’angolo.
ASPETTANDO FIRENZE — Anche a Napoli, domenica scorsa, Olsen è stato tra i migliori della Roma, se non il migliore in assoluto. “Una partita delicata, difficile, il Napoli è un gruppo che sta facendo molto bene. Abbiamo iniziato bene, poi con il passare dei minuti loro hanno un po’ preso il sopravvento. Abbiamo cercato in tutti i modi di portare a casa i tre punti, peccato aver incassato il gol all’ultimo minuto. Alla fine ero deluso, sono più due punti persi che uno guadagnato, anche se a mente fredda possiamo dire di essere soddisfatti del punto conquistato. L’alternanza di rendimento? Non ho una risposta, noi giochiamo sempre per vincere. Ma non possiamo permetterci passi falsi come contro la Spal, dobbiamo trovare maggiore equilibrio”. Anche a Firenze, dove la Roma sabato ha bisogno di trovare a tutti i costi i tre punti. “Mi aspetto anche qui una partita difficile, complicata, in trasferta contro una buona squadra. L’obiettivo è ovviamente quello di tornare con i tre punti”. E se lui continuerà su questi livelli, possibile che succeda. “In campo va sempre meglio – chiude Olsen -Capisco sempre di più la lingua e questo mi aiuta”. Il fantasma di Alisson è ancora lì, ma adesso la sua presenza mette molta meno paura di prima.

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