In Francia campionesse in campo per la causa omosex


Dopo aver legalizzato, tra le polemiche, il matrimonio tra coppie dello stesso sesso, la Francia sta avviando il dibattito sulla procreazione assistita, da estendere alle coppie di donne o alle donne celibi. Un tema, parte del programma elettorale del Presidente Macron, comunque scottante soprattutto per la fascia più conservatrice della società che teme un’apertura all’utero in affitto. Nel frattempo però si moltiplicano le testimonianze di campionesse che hanno deciso non solo di dichiarare la propria omosessualità, ma anche la maternità. Già doppia per la c.t. del tennis maschile, Amelie Mauresmo, che vive in coppia con una donna e ha già due figli.
libertà — Tra queste Carole Grundisch, sei volte campione di Francia di ping pong, di cui quattro nel singolo, che la scorsa estate si è sposata con Chloé, un’amica diventata ormai il suo amore. Un passo necessario per adottare Juliette, nata a giugno grazie all’inseminazione artificiale e il seme di un amico: “Per concepire un bambino – spiega l’atleta al Parisien – servono un uomo e una donna, ma non per farlo crescere. A chi si oppone, andrebbero ricordati i bambini maltrattati o quelli nati da madre alcolizzate”. Per la francese comunque ammettere la sua omosessualità era diventato una necessità: “Non ne potevo più di nascondermi e mentire. Non ci si innamora di un genere, ma di una persona. Ma forse è più complicato per gli sportivi che devono affrontare molti pregiudizi. Spero il mio caso aiuti certe persone a sentirsi più libere”.
amore — Come lei, anche Amandine Buchard, campione d’Europa 2017 e bronzo ai Mondiali di judo, che ha deciso di uscire allo scoperto e raccontare il suo amore con la collega tedesca Nieke Nordmeyer: “Non volevo più vivere nella menzogna. Non mi sono innamorata secondo un sesso, ma di una persona. C’è chi si è stupito ma nessuno mi ha mai offesa. E’ stata più dura per la mia famiglia: mia madre non mi parla più. Ma nel judo ci sono molte donne con il mio orientamento sessuale e molti sportivi nascondono la loro omosessualità perché è un tabù, temono il giudizio degli altri e per la loro carriera. Io invece ho deciso di non vietarmi una relazione con una donna se mi rende felice”. Un amore sbocciato tra i tatami: “E nel 2017 ci siamo affrontate al Grand Prix di Dusseldorf. Eravamo già insieme, non riuscivo a guardarla negli occhi, ma alla fine l’ho battuta. Il nostro sogno è di finire insieme sul podio olimpico”. Ora anche la Buchard pensa di fondare una famiglia: “Ma dopo le Olimpiadi di Parigi del 2024. Sarò io ad affrontare la gravidanza. Niente adozioni, ma procreazione assistita. Ci siamo già informate per andare in Spagna o in Belgio”. A meno che nel frattempo la legge non cambi anche in Francia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *