Paradiso dei Thegiornalisti: "Tifo Lazio, io malato di A"


” Mi vedo bello solo dopo aver fatto sport”. Tommaso Paradiso, 35 anni, idolo di tutte le donne in questo momento, ma felicemente fidanzato con Carolina, ha una barba folta, è vestito semplice, un po’ come gli capita, jeans e maglia di una squadra di baseball scelta a caso. E’ diretto, molto romano nella parlata e sa di averla fatta grossa. Perché il tour che parte venerdì dall’Arena di Vigevano e si chiuderà il 21 novembre al Palalottomatica di Roma, è sold out. Da un anno e mezzo lui fa avanti e indietro tra la sua Roma e Milano. “Scontrandomi con i ritardi dei treni, la notizia è quando sono puntuali”. Paradiso va dritto al cuore, è sempre se stesso, parla il linguaggio dei ragazzi di oggi, conosce la tecnologia e gli Smartphone. “Ti mando un vocale, di dieci minuti”, canta in Felicità Puttana, il brano di successo dell’album Love, appena uscito che porterà nello show di due ore.
Parliamo di calcio, perché da lì partiamo. Una mattina ci chiama al telefono. Ce l’ha col nostro inviato a Empoli che ha rifilato un 4,5 in pagella a Immobile.
“Volevo parlargli, mi ha fatto perdere alla Magic! Ma ci siamo chiariti, forse giocheremo insieme a tennis. L’altra mia passione: ho fatto la scuola di Nick Bollettieri, gioco quando posso, ma se mi chiede se ho un idolo le dico che non c’è l’ho. Gioco e basta”.
Ma non dovevamo parlare di calcio?

“Parliamone, è una malattia”.
Comprensibile. In Riccione cantava “Parte il campionato, si riaccendono le stelle”
. Perché lei è laziale?
“Perché mio zio Foffo mi ha fatto innamorare della Lazio. Mi portava lui allo stadio da bambino. Poi ci sono andato con Ermanno Pansa, ora allenatore dell’Atletico Vescovio. Andavamo in “Tevere”. C’è un legame importante con mio zio e con tutta la mia famiglia”.
Con la mamma che l’ha cresciuta e che lei nomina spesso.

“Assolutamente, lavora nelle pietre preziose. Sì, con lei è un rapporto speciale”.
Come con la Lazio…
“Mi sono innamorato dei giocatori dell’era Cragnotti. Fortissimi, vincevano. Boksic, Signori, Casiraghi, i primi veri miti. Poi Nesta, Stam, Peruzzi, Mihajlovic, Simone Inzaghi che ci allena adesso. Dove ho come simboli i giocatori dell’era Lotito, a partire da Ciro Immobile”.
Vi conoscete?
“Non ancora, ma ho visto che posta qualcosa con le mie canzoni”.
Insomma, guai a dargli 4, 5…

“Mi sono ritrovato con lui e Inglese come attaccanti alla Magic. E mi piacciono. Volevo prendere anche Icardi, poi non sono riuscito”.
Che squadra ha?
“Marchetti e Radu come portieri, Fazio, Zampano del Frosinone, che prende spesso la sufficienza, e Masiello in difesa, ho voluto Kessie a centrocampo, ma ho anche due laziali come Leiva e Correa. Ci gioco da 25 anni, rigorosamente con i voti Gazzetta, quindi capite quanto siete importanti al lunedì… Stessi amici, da 25 anni, una lega storica”.
Che cos’è a Roma il calcio?

“Tutto. E mi piace. Lo senti, lo respiri, è bello, anche tutto quell’eterno chiacchiericcio delle radio. La gente che ne parla nelle botteghe. È la ragione di vita il calcio e la sosta mi dà tanto fastidio”.
Che cosa pensa di Francesco Totti?

“Non l’ho mai odiato, anche se ci ha fatto perdere tanti derby, facendoci tanti gol e quindi l’ho sofferto molto. E poi ora ho conosciuto anche Ilary, sua moglie, che è molto simpatica, l’ho vista una volta a pranzo”.
Conosce dei calciatori?

“Lollo De Silvestri è un amico, ma guardi un po’: questo è il video che mi hanno mandato Manuel Pucciarelli e Federico Barba del Chievo, mi urlano “sei un grande!”. Simpatici eh, Barba è pure romano”.
Che emozioni le dà la Serie A?

“Tante, troppe. La vivo tantissimo. Ho seguito la Lazio pure in trasferta, l’ultima allo Stadium a Torino. Vincemmo. È ora in casa mi invitano sempre”.
E se la guarda in tv, come la segue?
“Con attenzione, solo con un bicchiere di vino o di birra. Mangio prima o dopo. Adoro le frittate, quella di cipolla in particolare. E poi il pollo con i peperoni o il coniglio alla cacciatora”.
Che cosa pensa di Cristiano Ronaldo?

“Che è un campione. Un super professionista. Pensi che l’album precedente Completamente sold out, volevo chiamarlo Cristiano Ronaldo perché l’ho sempre ammirato”.
In questo periodo non se la passa bene. Oggi il clamore mediatico è pazzesco, lei come lo vive?

“Bisogna guardare il giocatore. Io ho capito che bisogna stare attenti a tutto, anche quando ci si diverte. Io non patisco la popolarità e cerco di essere gentile con tutti, mi dà fastidio se sono in spiaggia e mi fanno i video da lontano. Perché? Vieni a chiedermi la foto e la facciamo”.
Un tempo era un domanda classica, ora ci obbliga: ma il successo le ha cambiato la vita?

“No, mi ha dato delle soddisfazioni personali e l’indipendenza, il fatto che riesco a fare delle belle cose”.
La prima cosa bella?
“Ne sono arrivate tante. Ma direi la festa fatta a Milano all’hotel Viu per la presentazione di Love (Carosello) con poche persone care, gli amici veri venuti da Roma, la mia ragazza. Ho cantato e suonato”.
Sta andando fortissimo. È il cantautore del momento. Teme l’effetto meteora?

“No. Perché la crescita è stata graduale. Siamo partiti da 100 e siamo arrivati a 200. Poi a 500. Ai dischi di platino.E ora vedo che sono stati venduti 130mila biglietti per i concerti dei Thegiornalisti. Vuol dire che qualcosa ho fatto”.
Perché avete deciso di chiamarvi così?
“Ancora… Semplicemente perché è capitato”.
Riesce a fare sport ancora?

“Sì, corro, anche scalzo sulla battigia. Poi faccio boxe, Mma col Gloria Fight Team, ci sono anche due stelle come Alessio Di Chirico e Carlo Pedersoli, il nipote di Bud Spencer, davvero bravissimi. Si pratica con i guantini. Io non combatto, altrimenti mi sfigurano, ma mi diverto molto. E poi, come detto, gioco a tennis e vado in palestra a fare cardio pesi”.
Torniamo alla musica: cantanti preferiti?
“Gli Oasis”.
Italiani?

“Ho amato Lucio Dalla, aveva un gran rapporto con il mare come ce l’ho io che ho preso pure due brevetti al Centro Velico di Caprera, una bella scuola”.
Lei è laureato in filosofia con 110 e lode. I suoi studi l’hanno aiutata anche nei suoi testi?
“Tanto. Ho amato il linguaggio di Kant. Ho fatto una tesi su Fichte, continuatore del pensiero di Kant. L’idealismo. E adoro San Tommaso D’Aquino, il Doctor Angelicus”.
Studi classici, insomma…

“In quelle materie sono sempre andato bene… Gli assi cartesiani erano un incubo”.
Dalla scuola al successo. Lei ora è un idolo delle donne. Cosa bisogna fare per conquistarle?

“Chiedetelo a Carolina. Io sono sincero, diretto, compagnone. Una donna bisogna conoscerla bene e amarla per la sua completezza”.
La lasciamo… Vive il calcio in modo totale, ma a pallone gioca ogni tanto?
“Certo, esterno sinistro”.
E allora la vedremo con la Nazionale cantanti?

“Questo è già più difficile…”.

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