Higuain-Pavoletti, che sfida Ma la lepre non è Gonzalo


La logica dice che difficilmente riuscirà a tenerselo dietro a lungo, ma intanto Leonardo Pavoletti può gustarsi questa serata: Higuain, l’attaccante più prolifico degli ultimi cinque anni in A, si presenterà alla Sardegna Arena da inseguitore. Leo due (più altrettanti in Coppa Italia), Gonzalo zero. I numeri nudi e crudi dicono questo. E cioè che il Pavo ha iniziato la stagione nel segno del gol mentre il Pipa, così come le altre grandi firme Icardi e Ronaldo, è ancora in attesa della prima gioia.
CONFERME — Stasera la sfida ruoterà anche (e soprattutto) intorno a loro e alla rispettiva confidenza con la porta. Le cifre di Higuain ovviamente sono inaccessibili, ma tutto sommato non li separa un oceano. In Serie A Pavoletti va in buca più o meno una volta ogni due partite e Higuain più o meno ogni partita e mezza. Anche le percentuali realizzative non sono così distanti: 16,1 contro 17,7. Dati che aiutano a capire la portata di questi due giocatori, ma che alla fine servono soprattutto alle loro squadre. Cagliari e Milan sono entrambe in cerca di conferma, dopo un percorso simile: avvio con stecca e successiva messa a punto. Anche per merito dei loro centravanti. Leonardo ha fatto bottino pieno nel due a due col Sassuolo alla seconda giornata, Gonzalo ha servito l’assist dei tre punti a Cutrone nell’ultima uscita con la Roma.
FASTIDIO — Il Pipa riparte da qui, da quel passaggio leggiadro che, se gli allenamenti di Gattuso hanno insegnato qualcosa in questi giorni, la prossima volta vedrà lui come terminale. Si riparte da qui e dagli evidenti miglioramenti tra il debutto di Napoli e la partita con la Roma. Due prestazioni molto diverse da parte di tutti gli interpreti e in particolare di Gonzalo, che nel giro di sei giorni è passato dall’essere un corpo (quasi) estraneo, tagliato fuori dallo sviluppo del gioco, al ruolo di aggregatore. Sempre nel vivo del gioco, di sponda come in inserimento, fino al regalo per Cutrone. Per il momento, anche se il gol per un attaccante è nutrimento imprescindibile, il Pipa è relativamente calmo. Relativamente perché qualche segno di fastidio è già arrivato, nel test con la Pro Piacenza di otto giorni fa. Qualche gol sbagliato di troppo, e reazione eloquente. “Nell’amichevole della settimana scorsa sembrava l’uomo più arrabbiato al mondo, quando non riesce a fare gol comincia ad irritarsi e questo ti fa capire che campione è – raccontava ieri Gattuso –. È un giocatore che sta dando tanto, si fa voler bene, è coerente, questo è un segnale importante per tutto il gruppo. È un leader, assieme a Reina e Romagnoli”. Un leader che stasera proverà a sbloccarsi contro un avversario che spesso gli ha sorriso. Sei gol in sette incroci contro il Cagliari: ci sono medie peggiori.
PAVO ALL’ASSALTO — Il bomber del Cagliari, invece, è partito fortissimo: doppietta in Coppa Italia prima di Ferragosto al Palermo e doppietta, senza pietà della sua ex squadra alla prima alla Sardegna Arena contro il Sassuolo. Non è basta per vincere. Ma quel che conta è che lui è tornato Pavoloso come ai tempi del Genoa, la squadra che lo consacrò. Lo scorso anno a Cagliari, dopo aver ingoiato più di un rospo a Napoli, ha raccolto l’eredità di Borriello timbrando 11 gol in campionato e legittimando il suo pesante contratto quinquennale. La sua specialità è il colpo di testa anche se lui si ostina a dire che sa pensare anche con i piedi. Sui colpi di testa Gonzalo guarda e impara dal bomber livornese che sta per diventare papà, cosa già accaduta all’argentino. Di cabeza solo Cristiano Ronaldo (29 centri) e Giroud (21) hanno fatto meglio del centravanti rossoblù che è al momento medaglia di bronzo con 17 centri. Cari Padoin e Srna, stasera mettetegli dei cross di qualità: Pavoletti salirà in alto e vi porterà in paradiso. Il Cagliari si affida a lui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *