Milan nel “G8” d’Europa? Sarà lunga, ma con Elliott…


“Il nostro progetto durerà da 3 a 5 anni”. E’ una delle frasi che il presidente del Milan Paolo Scaroni ha detto alla Gazzetta nell’intervista pubblicata ieri. Un segnale che l’impegno del fondo Elliott alla guida del club rossonero è destinato a proseguire per un tempo considerevole: in caso contrario, il Diavolo non potrebbe ambire a colmare il gap che oggi lo separa dai top team. Nell’articolo sulla Gazzetta dello Sport in edicola oggi, Stefano Cantalupi analizza i vari fronti che vedono il Milan in ritardo rispetto alle squadre che compongono il “G8”, ovvero l’elite del calcio continentale.
dai ricavi al brand — Non è solo una questione di risultati sportivi: i rossoneri sono molto indietro nel ranking Uefa e in quello storico, ma a preoccupare maggiormente è lo stop alla crescita del fatturato, che non aumenta in modo significativo da 15 anni ed è circa metà di quello della Juve (pari a oltre 400 milioni l’anno). Siderale il distacco da club come il Manchester Utd in quanto a valore del marchio nel mondo, mentre un rinnovamento di San Siro sarebbe sufficiente a ridurre gli svantaggi legati alla mancanza di uno stadio di proprietà.

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