E il Cholo disse a Guardiola "Il tuo gioco non mi piace"


La sincerità di Simeone. Il carisma del maestro Cruijff. Ma anche il rispetto per i grandi rivali del Real Madrid della Quinta del Buitre e un futuro che lo riporterà a casa. Pep Guardiola si apre in una lunga intervista alla trasmissione di Movistar Plus “Universo Valdano”, un racconto in cui rivive i momenti più significativi della sua doppia carriera di calciatore e allenatore. A cominciare dall’incontro con Diego Simeone, avvenuto quando il “Cholo” aveva da poco iniziato ad allenare in Argentina. Erano diversi da giocatori e continuano a esserlo in panchina. “Prima di prendere l’Atletico – racconta l’allenatore del Manchester City, che il 14 ottobre sarà ospite del Festival dello Sport della Gazzetta – Simeone venne alcuni giorni a Barcellona per assistere ai nostri allenamenti. Fu piacevole. Parlammo di calcio, ci confrontammo e mi disse: “A me questo gioco non piace, non lo sento”. Dissi “Caspita, va bene!””. Guardiola rende anche omaggio ai suoi maestri, a cominciare da Johan Cruijff. “La sua presenza, con gli occhiali da sole, intimoriva. Non sei d’accordo? Quella è la porta. Ho sempre pensato che molte delle cose che diceva non le pensava veramente, ma ti faceva credere che fosse così. Non aveva un metodo di allenamento, se ne occupava lo staff. Però aveva un metodo di gioco. Cruijff mi ha fatto innamorare”. Un omaggio anche ai grandi rivali del Real Madrid: “Il Real Madrid della Quinta del Buitre (la squadra degli anni Ottanta che aveva come colonna portante la generazione di campioni cresciuti nel vivaio, n.d.r.) è la squadra migliore che ho visto. Era una delizia vederlo giocare. Noi eravamo felici perché il Milan di Sacchi lo eliminò dall’Europa e Cruijff ci diceva sempre che eravamo più forti”. A Brescia, Guardiola scoprì Roberto Baggio: “È uno dei giocatori più incredibili con cui ho giocato”.
Futuro — Nel suo futuro potrebbe esserci la panchina di una nazionale: “Se arrivasse l’occasione, vorrei provare. L’Argentina? No, per favore… (ride, n.d.r.)”. Immagina però che la sua straordinaria carriera di tecnico finirà da dove è partita: “Finirò un’altra volte dove iniziai. I miei ultimi passi saranno nella “cantera” e ho fiducia che sia quella del Barcellona”.

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