Chiricò non piace agli ultrà Il Lecce lo mette fuori rosa


Questa è una brutta storia, anche se si parla solo di calcio. Esordirebbe così il noto giallista Carlo Lucarelli se dovesse raccontare il caso Chiricò. Tra contestazioni e presunte minacce, i 13’ disputati dall’attaccante contro la Salernitana hanno scatenato un vero e proprio inferno in casa Lecce. Tanto che la società ha preso la decisione di “rendere non disponibile il calciatore, per preservare il clima di serenità e unità con i tifosi”. Forma diplomatica, quella utilizzata nel comunicato. Ma la sostanza non cambia: di fatto il calciatore si ritrova fuori lista (al suo posto l’ultimo rinforzo Bovo).
Reazione — Non è bastata la solidarietà dimostrata da buona parte dei tifosi, che hanno preso le parti di Chiricò disapprovando apertamente i contestatori. E la coerenza di Liverani (peraltro avvezzo a situazioni del genere, lui romanista per anni capitano della Lazio), che nonostante tutto lo ha schierato contro la Salernitana. La decisione del club ha sorpreso anche l’entourage del calciatore, che dopo l’allenamento di ieri mattina è tornato mestamente a casa. Durissimo il commento di Kael Grimaldi, procuratore di Chiricò: “Sono sbalordito e disgustato. Dopo aver appreso che il presidente Saverio Sticchi Damiani e la sua famiglia sono stati oggetto di minacce per aver fatto giocare Chiricò, ci viene riferito che il giocatore è fuori rosa. Chiricò è venuto a Lecce su espressa richiesta del presidente, e non ci sarebbero stati problemi. Questi sono atteggiamenti da condannare”.
Antefatto — Una brutta storia. Tutto è cominciato nel giugno 2013, all’indomani della doppia finale playoff per la B persa dal Lecce con il Carpi (con violenta invasione finale di campo). L’allora presidente Savino Tesoro per il giorno successivo dispose un allenamento punitivo. Diversi calciatori disertarono, presentando un certificato medico. Tra questi anche Chiricò, che però nello stesso pomeriggio pubblicava sui social una foto che lo ritraeva in piscina. Un affronto imperdonabile, per buona parte della tifoseria. Che poi ha messo in conto anche alcuni atteggiamenti ritenuti al di sopra delle righe tenuti dal calciatore con la maglia del Foggia, in occasione degli ultimi derby.

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