Lautaro, esami al polpaccio Ancora ematoma: a rischio


L’aiuto di Mauro Icardi e Javier Zanetti. Le attenzioni “quotidiane” di Milito. L’ambientamento a Milano e l’emozione per una Champions League che sta per cominciare. Sono giorni intensi per Lautaro Martinez, che dal ritiro dell’Argentina ha fatto un primo bilancio dei primi mesi all’Inter in un’intervista al quotidiano argentino Clarin. Dopo un precampionato travolgente (ricordate il gol al volo in casa dell’Atletico Madrid?), il “Toro” ha dovuto fare i conti con un problema a un polpaccio che lo ha tenuto fuori a Bologna e negli impegni internazionali contro Colombia e Guatemala.
ESAMI — Proprio a proposito dell’infortunio, oggi Martinez si è sottoposto a risonanza magnetica presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. L’esito non lascia prevedere un rientro immediato in gruppo dell’argentino, rientrato ieri a Milano: persistono infatti i postumi dell’ematoma al soleo della gamba sinistra. Verrà valutato nei prossimi giorni, ma difficile che recuperi per sabato.
ICARDI — Lontano dal campo intanto è cresciuto il feeling con il capitano Mauro Icardi, argentino come lui: “Con Icardi sto imparando tanto in Italia perché è lì da molto tempo e mi sta dando una mano gigantesca. Lo ringrazierò sempre. Trascorriamo molto tempo insieme, anche fuori dal campo. Abbiamo condiviso cene, discorsi. Mi sta aiutando nei miei primi mesi a Milano ed ecco perché abbiamo questo buon rapporto. Gli sono molto grato. Mauro è una persona che dà il cento per cento per i suoi compagni. Come giocatore poi non si discute, non c’è molto da dire”. Un bomber a cui ispirarsi, come Radamel Falcao: “Da bambino era un mito e per le caratteristiche che ha mi identifico in lui”.
Zanetti e milito — Aiuti preziosi arrivano anche da Javier Zanetti e da Diego Milito, due eroi del triplete: “Javier, come Mauro, mi ha aiutato nei primi giorni a Milano e anche in questo periodo ha seguito tutto l’iter del mio infortunio. E Milito anche ora che sono andato via dal Racing mi chiama, mi chiede come sto, è quotidianamente attento a me. Gli sono riconoscente”.
colidio — Nell’Inter c’è un altro giovane argentino, Facundo Colidio. “L’ho conosciuto quando sono arrivato a Milano: è più piccolo di me e giocava nel Boca. È un ragazzo allegro che si allena impegnandosi. È rimasto poco in prima squadra per la preparazione, ora è tornato con la Primavera; ma condividiamo chiacchiere e mate. È eccellente”.
Ambizione — L’Inter che si riaffaccia alla Champions ha ambizioni importanti. Lautaro è ottimista: “Siamo una squadra con molti nuovi innesti. Ci stiamo conoscendo e stiamo cercando di capire le idee di Spalletti e di attuarle in campo. Dovremmo farlo in più nei novanta minuti forse. Continueremo a lavorare. Nel gruppo della Champions League giocheremo partite bellissime con Barcellona, Tottenham e PSV Eindhoven, quindi cercheremo di fare del nostro meglio per fare la storia. Tutti lo vedono come il “gruppo della morte”, ma dobbiamo dare il massimo per provare a fare la storia”.
Milano — Milano è una città che lo ha conquistato, ma per ora Martinez non ha avuto il tempo di visitarla come vorrebbe: “Sono una persona tranquilla, mi piace vivere in questa città. Mi sono sistemato e cerco sempre di riposare, mangiare bene e fare le cose per me stesso. Imparare le cose da una nuova cultura è importante per aprire la mente”. Ora sta completando il recupero dall’infortunio per essere pronto alla ripresa: “Volevo dare una mano in nazionale, ma i medici e lo staff tecnico hanno deciso che non potevo giocare per il problema al polpaccio sinistro. Non ero al cento per cento e abbiamo preferito non rischiare. Ora penso a recuperare, lavorare per l’Inter e recuperare dall’infortunio”.

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