Gabigol: "Santos casa mia Non so come mai all’Inter…"


Era arrivato all’Inter come grande promessa, con un soprannome che faceva sognare i tifosi nerazzurri. Gabigol, a soli vent’anni, aveva già vinto con il Santos il campionato Paulista per due stagioni consecutive, ed era pronto anche ad esplodere in Europa, alla corte di Frank de Boer, con il peso dei 30 milioni di euro circa che erano serviti per strapparlo dal Sudamerica. L’esperienza in realtà non è stata delle migliori. “Difficile capire cosa sia andato storto” – rivela lo stesso brasiliano al giornale “A Tribuna” – “I tifosi mi piacciono molto, i compagni con me erano gentili e in città mi fermavano tutti. Forse la squadra in quel momento aveva bisogno di altro rispetto a quello che potevo dare”.
DE BOER — “Rispetto molto de Boer, è stata una persona con cui ho parlato parecchio” – ha continuato Gabriel Barbosa – “Ha spinto lui per volermi in nerazzurro, non rispondo alle critiche che mi ha fatto in passato, anzi voglio che siano consigli costruttivi”. Non manca però anche un commento pungente nei confronti del’ex tecnico: “Non ho intenzione di cambiare solo perché non gli piacevano certi miei atteggiamenti, preferisco ascoltare chi è con me tutti i giorni, non gli estranei…”.
MATURAZIONE — Terminata l’esperienza all’Inter, con cui è rimasto un buon rapporto, c’è stata l’opportunità (poi svanita) di trasferirsi in Spagna, prima del ritorno al Santos, casa sua, in prestito dai nerazzurri: “Non so dire se ho fallito o meno nel calcio europeo, non ho giocato abbastanza. A un certo punto potevo andare al Las Palmas, ma non l’ho ritenuta una buona strada da seguire per la mia carriera. Al Santos sto bene, è casa mia: mi sento maturato molto, sia come persona che da calciatore”. In tal senso è stato importante anche il prestito precedente al Benfica: “Tra le migliori squadre del Portogallo, se non la migliore. Vivere in un altro paese è servito per il processo di maturazione”.

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