Monchi: "Vendere si può Malcom? Fatto il possibile"


Nel giorno del compleanno più complicato per Di Francesco, mentre è in Spagna con la famiglia, il direttore sportivo della Roma, Monchi, a “Sport Illustrated”, ammette: “Lavoriamo prima di tutto per trovare una sostenibilità economica, che ci permette di decidere chi vendere e quando vendere oppure no. Siamo sulla buona strada, ma non significa che non venderemo nel futuro perché vendere non è un male, ma è una cosa normale se poi investi in strutture, allenatori e giocatori. Si è sempre venduto nella storia del calcio. Il Barcellona ha venduto Neymar, il Real Madrid ha venduto Ronaldo, la Juventus ha venduto Pogba o Higuain. Le società devono essere capaci di reinvestire i soldi”. Parole che magari non faranno, di nuovo, piacere ai tifosi ancora scottati dalla cessione di Strootman (anche perché Monchi cita tre società che vincono, la Roma ancora no), ma il d.s. sceglie la via della chiarezza.
con difra — L’intervista è di qualche giorno fa, Monchi racconta ancora una volta il suo metodo, e torna sul caso Malcom: “Cosa avrei potuto fare di più? Abbattere con un proiettile il satellite delle comunicazioni tra Barcellona e Bordeaux (ride, ndr). Non penso che avremmo potuto fare di più, il giocatore era pronto a salire sull’aereo per Roma, avevamo organizzato il viaggio per fargli raggiungere la squadra negli Stati Uniti, prenotato l’hotel e anche le visite mediche erano organizzate”. Nel parlare del suo lavoro, Monchi parla anche del rapporto con gli allenatori: “Assumere e esonerare gli allenatori è una mia competenza perché dalle decisioni dell’allenatore dipende il progetto sportivo”. Pallotta gli ha dato carta bianca e, anche se l’inizio di stagione è stato più complicato del previsto, Di Francesco per lui non è in discussione. E da lunedì saranno di nuovo insieme a lavorare a Trigoria.

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