Pardo: "In tv mi sdoppio Così regalo sorrisi… e gol"


Pierluigi Pardo, tra oggi e domani torna in video con “Pressing” e “Tiki Taka”, ha già cominciato a fare le telecronache per Dazn e la risentiremo pure in radio. È ovunque… “Non riesco mai a capire se lavoro tantissimo o se non faccio un c… Lavoro tanto, ma è come se non lavorassi mai, perché mi diverto. Noi giornalisti facciamo un mestiere che vorrebbero fare tutti e che io sognavo di fare fin da bambino. Il telecronista oppure il cantante”.
Durante il Mondiale è stato uno e trino: conduttore, telecronista, inviato.
«Mi sono divertito tantissimo, il Mondiale è stato una meraviglia anche senza l’Italia. A dimostrazione di come il calcio sia una forza. ‘Tiki Taka Russia’ ha avuto un successo importante”.
Ora, però, deve ripetersi. Soprattutto con il nuovo “Pressing”.

“Un po’ di eccitazione ce l’ho, perché è stata la trasmissione di Raimondo Vianello e un paragone con lui non può esistere. È stato un genio, il più bravo di tutti. Si riparte dalla voglia di Mediaset di avere un programma sul calcio la domenica sera. L’inizio sarà difficile, lo sappiamo bene. È una sfida come lo era “Tiki Taka” sei anni fa. Ma alla fine, però, l’abbiamo vinta”.
Che trasmissione sarà?
“Più istituzionale, più legata alle immagini. Questo ci permetterà di fare un ‘Tiki Taka’ ancora più scanzonato, divertente. Per molti è il luogo delle polemiche, dello show. Io invece dico che è la trasmissione di tutti e per tutti. Perché trattiamo il calcio con leggerezza. Per fortuna non c’è più lo snobismo di un tempo”.
Non ci sarà più Melissa Satta, ma arriva Wanda Nara. Che cosa si aspetta?

“Mando un bacio a Melissa, è stata una compagna di lavoro esemplare. E sono curioso di scoprire Wanda. È intelligente, conosce il mondo del calcio, ci siamo già incontrati ed è nato un feeling immediato. Mi interessa il suo punto di vista sul pallone, non ho curiosità gossippare”.
La formula di “Tiki Taka” è garanzia di buoni ascolti. Se fosse più seriosa, forse non li farebbe, non crede?

“Io cerco di fare cose che mi piacciono. Sono come mi vedete, mi annoierebbe una conduzione tradizionale, senza giocare con gli ospiti, senza la battuta. A me se vince una squadra piuttosto che un’altra non interessa, mi interessa celebrare la bellezza del gioco del calcio e dei tifosi”.
A “Pressing” al suo fianco ci sarà anche Giorgia Rossi, la rivelazione dell’estate. Sarà una conduzione a due?
“Sarebbe una soluzione un po’ antica, troveremo sicuramente la quadra perché Giorgia è brava, competente, ed è stata apprezzata proprio per questo”.
Nonostante gli impegni come conduttore, non rinuncia alle telecronache, adesso con Dazn. Perché?

“Perché sono la mia passione. E mi piace farle come le faccio io. Secondo me un telecronista non può essere anonimo, chi fa il compitino non fa un buon lavoro. Qualche tormentone ci vuole, senza però trasformare il telecronista in una macchietta”.
Il rischio è di diventare come Galeazzi: grandioso fino a quando non è andato a Domenica In perdendo la credibilità conquistata in anni di carriera. È un rischio che corre anche lei?
“Ma no… Il primo Galeazzi è un mio modello, le telecronache di canottaggio erano straordinarie. Ironia, passione, emozione: questo è giornalismo, ma anche spettacolo. Possono convivere”.
Condurrebbe degli show tradizionali?

“Me li hanno già proposti, ma io metto sempre le telecronache al primo posto. Anche se mi considero poliedrico. Conduco due trasmissioni in tv, faccio due programmi a Radio24, ‘Tutti convocati’ e ‘Mangia come parli’ con lo chef Davide Oldani, ho scritto un romanzo (‘Lo stretto necessario’), che è sentimentale, parla di uomini, donne, tradimenti… E mi diverto sempre”.

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