Mou vince e scaccia la crisi Crollo Spurs, il Watford vola


José Mourinho è salvo, ammesso e stabilito che sia mai stato davvero a rischio esonero: una doppietta di Lukaku nel primo tempo (27’ e 44’) permette al Manchester United di vincere 2-0 sul campo del Burnley e di mettersi alle spalle una delle settimane più tormentate degli ultimi anni. Un successo indiscutibile e che avrebbe potuto essere più consistente, ma i Red Devils hanno un’abilità particolare nel complicarsi la vita: il rigore fallito da Pogba al 69’ e l’espulsione di Rashford due minuti dopo, per un testa a testa con Bardsley sotto gli occhi dell’arbitro Moss, hanno costretto Mourinho a consultare più volte l’orologio nell’ultimo quarto d’ora. Il portoghese esce da trionfatore dal Turf Moor: gli applausi e i cori dei tifosi, che lo Special One andrà a ringraziare a fine match, ribadiscono il concetto che il popolo sta dalla sua parte. Lo striscione portato in volo in cielo da un piccolo aereo venti minuti prima del match con la scritta “Ed Woodward specialista in fallimenti” non solo ruba una frase storica di Mourinho, ma spiega quali siano i sentimenti dei fan nei confronti dell’amministratore delegato.
LUKAKU — Nel giorno del giudizio, Mourinho ripropone il modulo 4-3-3 e si è affidato ai suoi pretoriani. Un nome su tutti: Fellaini. Fred, unico acquisto estivo, in panchina. Lo United parte pancia a terra, trovando poca resistenza in un Burnley uscito con le ossa rotte dai playoff di Europa League la scorsa settimana e, oltre che ferito nell’animo, stanco. Lingard sfiora il vantaggio al 3’, un minuto dopo ci prova Shaw e, a ruota, arrivano i primi cori per Mourinho. Lingard ci riprova, ma non è fortunato. Lo United passa al 27’: cross delizioso di Sanchez e zuccata superba di Lukaku. Hart evita il 2-0 su Lukaku, ma in chiusura di tempo il centravanti belga, di prepotenza, raddoppia.
SOFFERENZA — Si riparte con il Burnley più tonico e l’ingresso di Vokes dà consistenza all’attacco dei Clarets. Il suo colpo di testa al 63’ costringe De Gea ad effettuare alla prima parata vera. Al 69’ Lennon atterra Rashford. Rigore solare. Pogba prende il pallone e lo sistema sul dischetto: la botta del francese è respinta da Hart, ex Manchester City. Due minuti dopo la follia di Rashford: rosso diretto. L’inferiorità numerica costringe lo United a chiudersi e il Burnley va all’assalto, ma è Lukaku a sfiorare il 3-0 in contropiede. Due parate di De Gea su Vokes certificano l’errore di Dyche a non aver lanciato l’attaccante dall’inizio. Mou ringrazia.
Tottenham — Delude invece il Tottenham, sconfitto 2-1 sul campo del Watford. Fa tutto la squadra di casa nella ripresa: prima si complica la vita con un autogol di Doucouré, poi ribalta il risultato con Deeney e Cathcart. La squadra allenata da Javi Gracia è la vera rivelazione di questa prima parte del campionato inglese: dopo quattro gare, è a punteggio pieno con Liverpool e Chelsea. Per gli uomini di Pochettino, inseriti in Champions nel girone dell’Inter, è una brutta battuta d’arresto.
arsenal — Sorride invece l’altra squadra di Londra, l’Arsenal, che passa 3-2 a Cardiff al termine di una partita tiratissima, che sembrava compromessa dopo avere gettato via un doppio vantaggio (ai gol di Mustafi e Aubameyang hanno risposto prima Camarasa, poi Ward). Nel finale, Lacazette con un gran colpo ha dato tre punti pesanti ai Gunners di Unai Emery, che salgono a sei punti proprio come lo United di Mourinho.

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