Inter, ecco il tuo leader Radja c'è: è l'ora del Ninja


L’ora del Ninja è arrivata. I tifosi lo aspettano come un messia, lui scalpita dopo 43 giorni senza calcio vero, l’Inter ne ha un bisogno mostruoso per tirarsi subito fuori dalla palude di un inizio campionato inaspettatamente grigio. Cento minuti giocati da trequartista dietro la prima punta in maglia nerazzurra; poi il crac al retto femorale della coscia sinistra; oggi pomeriggio a Bologna finalmente il debutto ufficiale. Radja Nainggolan è il simbolo delle ambizioni di questa estate interista, il “colpone” di mercato per fare il salto di qualità al progetto spallettiano in chiave Champions. Peccato che l’infortunio di Sion, alla seconda amichevole, l’abbia tenuto ai box e che l’allenatore, per forza di cose, abbia dovuto inventarsi un’Inter molto diversa (per «colpa» anche del ritardo mondiale dei croati) da quella pensata con la potenza dei cavalli del Ninja nel motore. Ora, però, rieccolo. E i nerazzurri sperano di trovare subito il leader spesso mancato col mare grosso e con la squadra che balla tremendamente tra le difficoltà.
lucianoNainggolan è e sarà fondamentale nel cammino italiano ed europeo dell’Inter, ha sempre detto il pigmalione Spalletti. Ieri, però, Luciano ha tirato un po’ il freno a mano, forse per non caricare troppo le spalle comunque larghissime del 30enne belga. “Radja per noi è importante ma non si può mai dipendere da un solo giocatore quando si vuole essere una squadra forte – ha spiegato l’allenatore in conferenza stampa ad Appiano –. Con questa rosa qua io i giocatori li voglio far girare, voglio avere sempre forze fresche. Lui però ci dà le vampate, l’aggressività, la velocità di idee e di sviluppo dell’azione, la forza d’urto, tutte qualità che l’anno scorso non abbiamo trovato in tanti nostri uomini. Ma questa squadra deve essere forte anche quando non ci sono certi giocatori, anche quando manca uno di cui si parla tanto come Radja”.
bisogno La verità è che l’Inter, soprattutto l’Inter vista a Reggio Emilia nella sconfitta contro il Sassuolo e nel pessimo secondo tempo di San Siro contro il Toro, ha tanto bisogno dei colpi di Radja. Degli appena 100 minuti giocati nel suo precampionato si è quasi persa traccia: a Lugano all’ex Roma era bastato giocare al piccolo trotto dentro il suo mondo ideale, ovvero il 4-2-3-1; a Sion si è fatto male quasi subito. Poi tanti allenamenti personalizzati ad Appiano Gentile, qualche trasferta insieme ai compagni per fare gruppo, le convocazioni che slittavano, le foto sui social insieme con le figlie Aysha e Mailey. In mezzo anche le polemiche per una notte passata in discoteca accanto a Fabrizio Corona, primo eccesso della nuova vita milanese (anche se poi il mattino dopo è arrivato puntualissimo alla Pinetina), con video e foto a beneficio dei tifosi estasiati.
mossaOggi si resetta tutto e si deve ripartire. L’Inter ha solo un punto, ha segnato solo due gol (Perisic-De Vrij), si è presa subito i fischi dei tifosi delusi al Meazza. A Spalletti serve la forza verticale di Nainggolan, la sua potenza, il suo spirito da lottatore, il suo pressing sul regista avversario. I suoi gol, anche. Con Icardi ancora a secco e con Lautaro Martinez che parte in panchina (e che in un’eventuale presenza insieme in campo farebbe arretrare il belga sulla mediana), Nainggolan sarà importantissimo in chiave offensiva. Sulla stessa linea di Perisic, dietro a Maurito nel 3-4-2-1, Radja (che prende il posto di Politano) può far male. D’altronde proprio Spalletti si è inventato un Ninja trequartista di spinta, con la patente da bomber aggiunto. Con il toscano a dirigerlo dalla panchina il belga ha segnato 20 dei 33 gol giallorossi (uno ogni 289’ con Luciano, uno ogni 839’ senza). Ah, poi c’è il Bologna di mezzo, che al numero 14 porta benissimo nelle prime volte. Ai rossoblù con il Cagliari ha segnato il primo gol in A, il 31 ottobre 2010. Al Dall’Ara, soprattutto, Nainggolan ha segnato il primo gol giallorosso. Era il 22 febbraio 2014, un sabato come oggi, e il Ninja regalò 3 punti a Garcia infilandosi nell’area bolognese come un attaccante navigato. Una di quelle cose che l’Inter vuole da lui.

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