Vinokourov si dà al triathlon Ad ottobre farà il Mondiale


Tempo di nuove sfide per Alexandre Vinokourov. Il team manager dell’Astana ha deciso di riassaporare l’adrenalina della corsa. Niente gare di ciclismo, almeno non esclusivamente legate alle due ruote. La bicicletta sarà solamente una parte della competizione. Infatti, il kazako ha deciso di darsi al triathlon, debuttando all’Ironman di Copenaghen. Un esordio più che positivo a giudicare dal risultato finale: il tempo di 9h04’16” gli ha permesso di qualificarsi al mondiale di categoria che si svolgerà nelle Hawaii il 13 ottobre. “Vino” ha commentato la sua prestazione con un tweet: “Primo Ironman completato! Sono molto emozionato. Stanco, ma soddisfatto del risultato”.

I PRECEDENTI — La metamorfosi da ciclista ad atleta multidisciplinare non è nuova tra gli ex campioni delle due ruote. In passato, prima del processo per doping, anche Lance Armstrong si era destreggiato nel triathlon, ottenendo buoni risultati. Discorso simile per il francese Laurent Jalabert. Ultimi di questo particolare elenco sono il re delle cronometro Fabian Cancellara ed Andrew Talansky, vincitore a sorpresa del Delfinato 2014. Insomma, il richiamo per la bicicletta e la fatica è troppo forte. Impossibile rinunciarvi, anche se declinato con sfumature differenti.
UNA SECONDA VITA — Cosa ci si può attendere dalla nuova avventura di Vinokourov? Certamente, prima o poi, un acuto di rilievo. In fondo, nel corso della sua carriera, il kazako ha mostrato di avere la stoffa del campione. Basti guardare il suo palmares: una Vuelta, due Liegi-Bastogne-Liegi, una Parigi-Nizza, un Giro di Svizzera ed un Giro del Trentino. Una collezione impressionante di vittorie in corse molto diverse tra loro, evidenziando peraltro una spiccata capacità di adattamento a qualsiasi tipologia di competizione. La nuova vita agonistica di “Vino” dovrà comunque essere diversa da quella precedente. Nessuno ha dimenticato il lato oscuro della carriera del kazako: una positività al Tour de France 2007 e l’accusa di combine sull’affermazione alla Liegi 2010 sono macigni non indifferenti con cui l’immagine del Vinokourov corridore deve tutt’ora convivere.

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