Kakà: "Il mio Milan vincerà La Juve resta favorita ma…"


“La Juventus sulla carta è la squadra più forte del campionato, non ci sono discussioni, poi però possono succedere tante cose e pensare in grande è nel dna del Milan”. E allora, la parola d’ordine è “crederci”. Se lo dice Kakà, c’è da fidarsi. Il nuovo Milan, Leonardo, Maldini e Gattuso, gli obiettivi, CR7 e il suo futuro: il fuoriclasse brasiliano che è diventato grande con la maglia rossonera addosso, dice la sua su tutto in una intervista esclusiva di Alessandra Bocci sulla Gazzetta in edicola oggi. Eccovi alcuni passaggi dell’intervista.
Leonardo è un po’ il suo padrino calcistico. Che cosa ha portato al Milan?
“Esperienza, contatti internazionali con Fifa, Uefa, grandi club. Leo ha fatto tutto, ha girato il mondo. È intelligente e conosce bene anche il mondo della comunicazione. Sa come si gestisce una squadra importante”.
Maldini invece che cosa può aggiu
“Paolo è la storia, la bandiera. È l’idolo. Nel mondo, se si parla di Milan si parla di Paolo e viceversa. Paolo è la fedeltà. Non voglio dire nulla della precedente dirigenza, con la quale c’era stato qualche contatto, ma questa ha qualcosa di diverso, perché ha ritrovato il dna rossonero. Ha recuperato le caratteristiche del club, il senso di appartenenza. Leo, Paolo che sono tornati e Gattuso che è rimasto in panchina. Rino è uno che porta grinta, ha lo spirito di chi non molla, era così quando giocava ed è uguale a se stesso da allenatore. E serve tanto”.
Come le pare questo Milan?
“È una squadra che sta seriamente cercando di riprendere il suo posto nel grande calcio. E non bisognerà trascurare l’Europa League: quando arriveranno le squadre eliminate dalla Champions League sarà un torneo molto affascinante e vincerlo potrebbe essere fondamentale”.
È arrivato al Real Madrid insieme a Cristiano Ronaldo nel 2009, ha giocato con lui. Visto da vicino, che tipo è?
“Per il calcio italiano è bellissimo averlo, riporta visibilità, sponsor, interesse dei media di tutto il mondo. I campioni adesso se hanno chance di venire a giocare in Serie A ci pensano. Cristiano porta tante cose, al sistema calcio italiano nel suo insieme, non soltanto alla Juve”.
Lei nel Milan dove si vede?
“Non ne ho idea. Come ho detto, per il momento voglio restare accanto alla mia famiglia in Brasile e non posso immaginare un impegno lavorativo preciso. Sarei comunque venuto in Italia in questo periodo per motivi personali, quindi coglierò l’occasione per tastare il terreno. Sarò a San Siro da tifoso, ma è ovvio che in futuro vorrei fare di più per il Milan. E’ una questione di tempo”.
LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SULLA GAZZETTA IN EDICOLA OGGI

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