Var, se c'è allora usiamola Dubbi non rivisti nel mirino


Seconda stagione della Var, prima giornata, ripartono le polemiche. Ma come? Dovevano definitivamente scemare e invece riprendono quota? Logico, è cambiato l’obiettivo, c’è stato un upgrade: oggetto delle discussioni non è più l’arbitro, ma il suo collega davanti al video che non gli suggerisce di rivedere, anzi “revisionare” dice il protocollo ufficiale, in sostanza di tornare sui suoi passi. Perché Valeri, il var di Sassuolo-Inter, non ha suggerito a Mariani di rivedere il contatto tra Magnanelli e Asamoah? E perché Massa, l’assistente video di Torino-Roma, non ha sussurrato a Di Bello di tornare sul contatto tra Iago Falque e Fazio? Nonostante i regolamenti – testi sacri, per carità –, alla fine è sempre questione di punti di vista. Qual è domanda che si pone il Var nei secondi concitati in cui deve decidere se suggerire o meno al collega la revisione video? “La sua decisione era chiaramente sbagliata?”. Qual è la domanda che in quegli stessi secondi si fa un tifoso, allo stadio o a casa, mentre riguarda le immagini? “La sua decisione era chiaramente giusta?”.
MARE DI GRIGI – I regolamenti sono chiari e vanno rispettati, ma lasciano margini più o meno ampi alle interpretazioni, quindi a discussioni, dibattiti, polemiche. E in questa zona franca, ci si pone un interrogativo: come la mettiamo se il potere di stabilire se ha commesso un errore ce l’ha solo l’arbitro o il suo assistente al video, cioè un suo collega? Bisogna fidarsi, ovvio. Il diverso background, non gli episodi in sé, domenica ha fatto reagire Luciano Spalletti in un modo – sobrio e misurato – e Walter Mazzarri in un altro, rabbioso e scomposto, appunto. L’allenatore dell’Inter ha incassato le certezze di Mariani – l’intervento di Miranda su Di Francesco era da rigore, quello di Magnanelli su Asamoah no (anzi, era fallo del ghanese) –, il tecnico del Toro non ha digerito la sicurezza di Di Bello: il contatto tra Fazio e Iago Falque non meritava l’intervento del Var.
LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO DI ALESSANDRO CATAPANO SUL LA GAZZETTA IN EDICOLA OGGI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *