Kluivert fa sognare la Roma E lui sogna la Lamborghini


Alto, tatuatissimo, ribelle dentro e (parecchio) fuori dal campo, così tanto da conoscere la prigione. Morale: il modello evocato dal presidente sarebbe di quelli da non sottoporre ai baby, ma nel paradiso degli sportivi spesso i bravi ragazzi fanno poca strada. “Sai chi mi ricordi? – ha detto James Pallotta al suo diletto Justin Kluivert –. Allen Iverson. Il modo in cui lasci di sasso gli avversari, in cui cambi direzione: stessa qualità”.
lui e iverson Così tanta da far commuovere tutti gli appassionati di basket Nba l’ex stella di Philadelphia, ricordando come – tra il 1998 e il 2005 – vinse per 4 volte il titolo di miglior marcatore della Lega. Il suo soprannome, d’altronde, era tutto un programma: “The Answer”, “La Risposta”. Quella che Kluivert ha rappresentato per la Roma nella trasferta di Torino, quando nello spicchio di gara a disposizione ha sciorinato tutto il repertorio di cui è accreditato, fino all’assist decisivo.
la promessa E sì che occorreva davvero tanto per (almeno) dividere la vetrina con Dzeko dopo il gol realizzato dal bosniaco, eppure l’olandese, a 19 anni, ce l’ha fatta, diventando già l’idolo dei tifosi. Non nascondiamolo: è lui l’uomo del giorno, che racconta così i suoi gusti extracalcistici. “Mi piace il tennis, il mio preferito è Nadal, mentre per la musica i migliori per me sono Jay-Z, Kanye West e Drake”. A Casal Palocco – il quartiere dove ha scelto di abitare – sono avvisati: se sentissero del rap ad alto volume, potrebbe venire da casa Kluivert. Anzi, a fine stagione i vicini potrebbero vedere anche una novità in giardino: una vistosa Lamborghini, quella che il presidente gli ha promesso se segnerà almeno 10 gol. In realtà, Pallotta aveva pensato a una Mercedes, ma il numero uno del club stravede per il ragazzo e così l’asticella si è alzata. Impressioni? Le possibilità di vincere per “il Ciccione” – così lo hanno soprannominato i compagni – crescono di giorno in giorno, così come il suo feeling col giallorosso, tant’è che anche la Catalogna sembra più lontana. “Il mio sogno è sempre stato giocare nel Barcellona, perché ci giocava mio padre, ma qui a Roma sto benissimo”. Meglio così, perché i tifosi hanno voglia di godersi a lungo un baby già nel giro della nazionale olandese.
lui e papa’E qui torniamo a una famiglia assai particolare, con papà Patrick, ex centravanti del Milan che, a poco più di vent’anni dal suo addio alla Serie A, stravede per il figlio, in Olanda mostratosi ancora più precoce di quanto sia stato lui in fatto di gol (prima rete in Eredivisie di Justin a 17 anni, di Patrick a 18 anni). “La Roma può essere una squadra davvero buona per lui – ha detto Kluivert senior –: So che può farcela. Comunque sono suo padre e sarò al suo fianco in qualsiasi caso”.
GOL E ASSIST Il modello comunque è alto. “Papà ha avuto una grandissima carriera – ha spiegato – e mi sprona a migliorarmi ogni giorno. Bisogna ascoltarlo perché ha una grandissima esperienza che può condividere con me. Ed è una fortuna”. Per questo punta a diventare un attaccante completo. “Preferisco segnare gol, ma credo che fornire assist sia altrettanto importante per un’ala”. Un’ala capace di giocare su entrambe le fasce, visto che Di Francesco gli sta facendo scoprire le gioie della corsia destra, oltre alla prediletta sinistra. Come dire: a Trigoria si cresce. “Io e la mia famiglia avevamo delle buone sensazioni, così ho scelto la Roma”, ha detto Justin, ricordando il no al Tottenham. Ma per i titoli di coda usiamo qualcosa di meno “glamour”. “Ho scelto il numero 34 perché il mio amico Abdelhak Nouri (ex compagno nell’Ajax, ndr), è stato vittima di un gravissimo incidente alla testa. Per me è come un fratello, lo faccio per lui”. Un gesto bellissimo. Più di una Lamborghini nuova fiammante.

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