Inter già pazza di Lautaro Gol strepitoso: 1-0 al Cholo


Non è un precampionato, ma una scoperta a puntate di capacità e possibilità di Lautaro Martinez. A Madrid, al Wanda Metropolitano sede della prossima finale di Champions, il Toro illustra il capitolo “gioco aereo e acrobazie”. Dopo il gol vittoria di Lecce contro il Lione, pesante ma tutto sommato “ordinario”, contro l’Atletico l’argentino col numero 10 ne segna uno pazzesco, al 31’ del primo tempo. Il cross è di Asamoah, da sinistra, Lautaro è sul secondo palo, la palla è un po’ alta e un po’ lunga, lui la aggancia con una acrobazia e il destro al volo semplicemente fulmina Oblak, uno fra i migliori portieri d’Europa.
OCCASIONI — Il gol da applausi basta per riportare a Milano il secondo “scalpo” di questa ICC: quello dell’Atletico è più importante del precedente del Lione, nel segno di una preparazione chiusa in crescendo. Il Cholo non parte per Tallin con grandi segnali, visto che i suoi si sono visti poco, superati anche dal punto di vista del gioco nel primo tempo. L’Atletico era arrivato al pareggio in chiusura di prima frazione, su una delle poche disattenzioni difensive, un passaggio sbagliato in uscita di Miranda. Ma l’assist di Koke per Correa arriva con il numero 10 in un fuorigioco non visto dal guardalinee, ma certificato dalla Var. I colchoneros, che rivedono anche Griezmann, si fermano lì, a un colpo di testa alto di Godin e a un mezzo miracolo di Handanovic su Vitolo nel finale: anche questo per la squadra di Spalletti è un successo. I riflettori però sono ancora ben fissi sul nuovo acquisto arrivato dal Racing, che conferma doti tecniche, senso del gol e capacità di gestire sempre la posizione da rifinitore e i palloni che transitano nella sua zona.
PROMOSSI — Lautaro a parte, tutta l’Inter esce promossa dal crash-test pre-Champions: si vedono delle belle partenze dalla difesa, con squadra che palleggia e si distende in verticale; si apprezza un Politano molto più incisivo in fase offensiva e altrettanto costante nei ripiegamenti; si nota un Dalbert sorprendente sia in un paio di chiusure difensive che nel ripetersi delle “salite” in fascia. In più Asamoah prova con successo un altro ruolo (esterno alto a sinistra nel 4-2-3-1, poi esce con un sospetto infortunio), Brozovic gioca un’ora di buona qualità nonostante i pochi allenamenti post vacanze, Icardi tocca qualche pallone in più creandosi anche un’occasione a inizio primo tempo. Dopo un’ora, quando inizia la serie dei cambi, Spalletti prova anche la difesa a tre, con D’Ambrosio De Vrij e Skriniar e il modulo diventa 3-4-2-1, con Borja e Martinez dietro a Icardi. Servirà anche questa soluzione, nella stagione interista del ritorno in Champions. La prova generale è stata superata, i nerazzurri sembrano pronti anche per l’Europa.

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