Alisson: "Penso al Mondiale Futuro? Nulla di ufficiale"


Ha le guance rosse. Il sole di Sochi. E ha un modo di fare – il solito – che lo evidenzia una volta di più come ragazzo educato. Il fatto è che Alisson Becker è un portierone, oltre che una persona che si è fatta apprezzare da tutta Roma. Para. E parla. Cercando di evitare dossi e buche.
FELICE IN ITALIA — “Le speculazioni legate al mercato? Dipende dall’equilibrio di ogni persona – risponde il portiere della Roma -, dal modo in cui si prendono e gestiscono le pressioni. Non leggo molto i giornali, preferisco restare sulla realtà e questo mi aiuta, mi basta. E la verità è che in questo momento non è arrivato nulla di ufficiale. Il mio obiettivo è qui, con il Brasile, e ho un contratto con Roma. Sono molto felice nel calcio italiano e particolarmente felice di rappresentare la Seleção, di vivere un sogno d’infanzia e di lavorare molto duramente per vincere questa Coppa”.
IL MEGLIO PER ME — Insomma: il portiere della Roma dopo le frasi dei giorni scorsi (“Preferirei che tutto si decidesse prima dell’inizio del Mondiale”, il Brasile gioca la prima gara il 17 contro la Svizzera) cerca di zoomare sull’attualità ben sapendo che sul proprio futuro stanno lavorando i propri agenti. “Sono molto concentrato su questo Mondiale e non voglio che nulla interferisca. Sono concentrato al 100% qui, ripeto, il mio procuratore sta toccando tutte le questioni insieme alla Roma. Verrà deciso il meglio per me e per il club, indipendentemente dal fatto che io rimanga o no. Il mio obiettivo ora è concentrarmi qui, poi sistemeremo il resto”.
VIVA LA VAR — E il resto può essere il Real Madrid ma anche il Liverpool. La Roma, però, sa di avere un diamante incastonato nell’Olimpico e davanti a una proposta inferiore ai 50-60 milioni non alzerà nemmeno il telefono. Il suo Brasile è un mix di giovani e adulti: con Neymar che sta benone. “Grazie a Dio sta bene, sì: e noi ci prenderemo cura di lui”. In questo Mondiale, Alisson incontrerà la Var già vissuta in Italia. Tema e svolgimento: “L’esperienza nella serie A mi ha portato a pensare che sia un sistema ottimo, capace di rendere il calcio migliore, più giusto. Certamente a volte ci sono attimi di attesa, ma il margine di errore è diventato molto basso, vicino all’uno per cento”.

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