Gonalons, cuore Roma Nonostante il Camp Nou…


Che il 4 aprile, nel giorno dell’errore massimo di Maxime, si pensasse possibile un’altra estate qui.. .no, proprio no, onestamente no. Gonalons rischia di essere il survivor del centrocampo della Roma. Non l’unico, per carità, ma certamente il più sorprendente. Perché da quel 4 aprile, da quel pallone del Camp Nou regalato a Suarez che aveva di fatto compromesso la qualificazione Champions della Roma – al netto di miracoli della settimana successiva -, è iniziata una piccola risalita che è bastata a convincere Di Francesco. Gonalons sarà il regista della nuova Roma, non c’è la minima intenzione da parte del club di separarsi dal francese. Maxime sarà almeno una delle tre teste pensanti della squadra che verrà, vicino all’eterno De Rossi, di fianco a quel giovane di belle speranze – nulla di più, per adesso – che è Coric. Perché dentro una stagione decisamente più buia che luccicante, la Roma ha comunque visto in questo ragazzo francese il profilo giusto per uno dei ruoli più delicati in assoluto.
fiducia — Fiducia Per Gonalons vale un ragionamento doppio. A lui può essere applicato il concetto della Roma tutta, quello per cui il centrocampista ha saputo rialzarsi nel momento più difficile. Delle undici partite che la Roma ha disputato dopo la notte del Camp Nou, Gonalons ne ha giocate cinque da titolare, lasciando dietro di sé un’impressione positiva, anche in qualche spezzone (leggi la parte finale del match di Anfield) e ancor più di quanto fatto vedere nella prima parte di stagione. Segno evidente della grande stima di fondo che Di Francesco ripone in lui: in generale, non forzi un impiego nel momento peggiore possibile, avendo comunque altre soluzioni in organico, se sai che da quel giocatore non puoi tirare fuori il meglio. Del Gonalons regista Di Francesco apprezza la capacità di saper accorciare la squadra in avanti, dettando i tempi del pressing e individuando linee di passaggio verticali: non sempre ci è riuscito, Maxime. Ma l’ha fatto e questo basta a Di Francesco per pensare che possa ripetersi con maggiore continuità.
altre scelte — Il secondo step è anche di carattere economico. La Roma ha deciso che sono altri i settori del centrocampo per i quali vale la pena lavorare pesantemente con i bonifici in entrata e in uscita. Cristante è già arrivato, Ziyech è un obiettivo fisso nella testa di Monchi, del doman di Nainggolan e Strootman non v’è certezza. Tutti intermedi di un centrocampo a tre, lì dove Di Francesco pensa di aver individuato le vere lacune dell’ultimo centrocampo giallorosso. Occhio, poi, anche ad un altro ragionamento di ordine tattico: con tre registi in organico, non va scartata l’ipotesi che nella prossima stagione Di Francesco possa optare con maggiore frequenza per il 4-2-3-1. Idee, possibilità, ragionamenti: come li giri li giri, in tutti c’è Maxime.

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