Baseball, Colabello torna per San Marino e poi l’Italia


Bologna è campione di primavera di serie A1 dopo essersi sbarazzata del Rimini nell’ultima giornata del girone d’andata. Il remake della finale scudetto, per i romagnoli campioni d’Italia 2017, è durato praticamente un terzo di gara1, poi c’è stata solo la Fortitudo. I Pirati di Paolo Ceccaroli hanno colpito due volte nel primo attacco ma dal terzo turno hanno lasciato spazio al nove di Lele Frignani che prima ha vinto in rimonta 7-2 e poi ha fatto il bis venerdì sera con un 11-0 in sette inning che non ammette discussioni. L’UnipolSai, trascinata dal nettunese Peppe Mazzanti (3/3, due fuoricampo da due punti, 4 punti battuti a casa), ha segnato nove punti in due attacchi e ha conservato il vantaggio con Rivero e i suoi rilievi, che hanno concesso appena tre valide. Vaglio e compagni partono insomma per la Coppa Campioni di Rotterdam con una condizione strepitosa e due gare di vantaggio su Rimini, che cercherà di trovare energie per dare nuovamente l’assalto ad un trofeo che manca dal 1989.
SAN MARINO CHIEDE AIUTO — San Marino, battuto 5-3 venerdì notte, nell’unica gara con Padova (la prima, rinviata per il maltempo, si giocherà il 10 luglio), parte invece per l’Olanda con sei sconfitte in più della capolista di A1, ma proprio oggi abbraccia, dopo mesi di attesa, il prima base Chris Colabello, che può far fare un salto di qualità all’attacco di Mario Chiarini. «Ho sempre saputo – dice Colabello – che un giorno sarei tornato, ma come ho sempre detto avrei scelto solo San Marino o Rimini, le due squadre italiane di mio babbo Lou». L’ex prima base di Minnesota e di Toronto in Major league è stato di parola: darà una mano al San Marino durante la prossima settimana in Coppa dei Campioni di Rotterdam, poi tornerà a luglio per chiudere il campionato, per migliorare la posizione dei sammarinesi, e mettersi a disposizione dell’Italia per l’Haarlem Week e, a settembre, per il Super Six. Colabello, che festeggerà 35 anni ad ottobre, era stato vicino al ritorno in Italia già nel 2012 (anche se un primo contatto ufficiale risale addirittura all’estate 2007), ma proprio quell’anno è iniziata una scalata che l’ha portato rapidamente nel grande baseball, fino ad arrivare al 321 di media, con 15 fuoricampo in 101 partite di regular season con i Blue Jays nel 2015, con tanto di partecipazione ai playoff. Fino all’anno scorso è stato poi un protagonista in triplo A. Il romagnolo di Framingham (Massachussets), che ha indossato la maglia azzurra agli Europei 2012 e nelle ultime due edizioni del World Classic (2013 e 2017), è felice di poter riabbracciare gli amici, la sua terra d’adozione, la maglia azzurra.
«L’Italia mi ha sempre regalato grandi emozioni – racconta Chris – e le manifestazioni nelle quali mi sono più divertito sono state proprio quelle con la squadra italiana allenata da Marco Mazzieri». Per spiegare come Colabello ha deciso di iniziare una nuova carriera bisogna tornare indietro di almeno venticinque anni. Louis “Lou” Colabello, dopo aver lanciato per otto stagioni con la casacca dei Rimini del presidente Zangheri, torna in Italia con la moglie Silvana, conosciuta a Rimini e sposata nel 1981, per entrare nello staff tecnico del San Marino (con il figlio sempre al suo fianco come bat-boy) e successivamente per diventare per cinque stagioni il team manager del Forlì Basket di Darryl Dawkins. Il piccolo Chris, cresciuto a pane e baseball, muove i primi passi nella squadra Ragazzi del Rimini, con il ruolo di seconda base. Tra i compagni di squadra, con i quali vince tra l’altro lo scudetto 1993, c’è anche Mario Chiarini. Nasce un’amicizia indissolubile, che si cementa con il tempo. Chris e Mario giocano insieme in azzurro e si frequentano appena possono. Una volta appeso il guantone al chiodo l’ex capitano azzurro diventa il manager del San Marino e per prima cosa fa una telefonata all’amico negli Stati Uniti: «Torna con noi anche Alessandro Maestri (cresciuto nel Torre Pedrera) – dice Chiarini a Chris – Perché non rimettiamo insieme la banda di Rimini?». Colabello ci pensa su qualche settimana e poi dà l’ok al general manager Mauro Mazzotti per tesserarlo. «Non potevo dire di no a Mario – spiega Chiarini – Abbiamo iniziato a giocare insieme dalle giovanili e un’estate sono tornato in Romagna addirittura dagli Stati Uniti per giocare con i cadetti. Mi ero preso qualche settimana per decidere: volevo provare un’ultima chance in triplo A. Non avrei accettato l’Independent league. Il mio agente ha provato e riprovato ma è cambiato il business. Ora vogliono gente giovane da lanciare subito in Major league. Ho ripensato ai miei anni in Romagna, ai miei amici, con i quali mi tengo sempre in contatto, e ho deciso di accettare l’invito di Mario, al quale garantisco il massimo impegno». Colabello, che ha già iniziato a pensare al futuro, scrivendo un libro, “Be a hitter”, insieme all’amico Bobby Tewksbary (che lo ha aiutato anche a rimettersi in forma), con il quale ha condiviso anche un sito, ha già parlato anche con il manager della nazionale Gilberto Gerali: «Fino a quando non me la tolgono di mano voglio vestire la mia casacca azzurra e dare una mano alla mia Italia». Ben arrivato, Chris.

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