Negli Stati Uniti torna il pugilato a mani nude L'ultimo match nel 1889


L’ultimo incontro importante di cui si abbia notizia si disputò a Richburg Mississippi tra John L. Sullivan e Jake Kilrain l’8 luglio 1889. Erano presenti 3mila spettatori, giunti sul posto con vari sotterfugi dato che la località era tenuta segreta essendo questa pratica già vietata. Durò 75 round e vinse Sullivan che nel 1882 era già diventato campione del Mondo pesi massimi nel pugilato coi guanti. In Inghilterra invece la boxe a mani nude, anche se scomparsa dai media, ha continuato ad esistere seppur limitata ad una piccolissima cerchia di appassionati che combattevano in palestre o addirittura in posti di campagna tra le balle di fieno. Internet però anche in questo caso è stata una svolta. I video dei match hanno cominciato a girare in rete e la cerchia dei fan si è allargata e, come sempre accade, qualcuno ha fiutato il business. Da un paio di anni infatti sono ripresi gli eventi rivolti anche al pubblico mainstream e con discreti risultati. Seppur non riconosciuta dalla federazione pugilistica inglese la promotion BKB ha già organizzato una decina di eventi nel regno unito con buoni riscontri: circa 2/3mila spettatori ad evento oltre alla diretta in pay per view. Il prossimo sarà questo sabato alla O2 Indigo di Londra.
le regole — Non si usa però il regolamento del 1734, in quanto c’è un limite di 12 rounds e gli atleti usano anche uno spesso bendaggio sulle nocche a differenza di quanto è accaduto nell’evento di sabato a Cheyenne, nel Wyoming. Di fronte il 32enne Arnold Adams, un peso massimo delle MMA (arti marziali miste) contro D.J Linderman: 2000 spettatori hanno riempito una pista di hockey, della capitale del Wyoming.
Sono anche previsti visite mediche, staff sanitario a bordo ring e controlli anti doping. I promotori infatti vogliono sottolineare che si tratta di uno sport a tutti gli effetti e citano studi già noti secondo i quali si creerebbero si più ferite al volto a causa nel contatto diretto con le nocche ma meno danni al cervello in quanto il guantone, proteggendo la mano, permette ai pugili di tirare più forte. Gli Ultimate Fight o Extreme Fight sono stati importati negli Usa nel 1993. A Las Vegas si combatteva sotto l’ egida della Ufc (Ultimate Fighting Championship) a mani nude fino alla resa di uno dei due combattenti, in pratica senza regole. Questo tipo di incontri esisteva anche in Giappone sotto la sigla Pride Fighting Championships. Nel 1996, dopo aver visionato alcune videocassette di questi match, John McCain, senatore repubblicano dell’ Arizona, colpito da tanta brutalità, cercò di bandire la Ufc, facendo pressioni sulle televisioni che trasmettevano gli incontri. Ora il Wyoming è tornato a sdoganarli.
la storia — L’uso dei guantoni nel pugilato risale solo al 1865 quando Sir John Sholto Douglas, IX Marchese di Quennsberry, scrisse insieme all’atleta John Graham Chambers “il codice della boxe scientifica”, contenente i fondamenti principali della boxe moderna, primis proprio l’obbligo di guantoni per le mani. Il guantone da boxe era già stato inventato oltre un secolo prima, nel 1734, da Jack Broughton, rimasto nella storia per aver formulato nel 1734 quello che è considerato il primo vero regolamento del pugilato moderno, le London Prize Ring Rules. Non rendevano però obbligatorio l’uso del guantone e del resto le differenze rispetto al regolamento del 1865 erano molte. Basti dire che il pugile a terra aveva ben 30 secondi per rialzarsi e che i secondi rimanevano all’interno del ring durante il match. Non erano previsti neanche limiti di tempo. Il più lungo match di cui si abbia notizia durò ben 6 ore e 15 minuti. Si disputò tra James Kelly e Jonathan Smith, con la vittoria di quest’ultimo, a Fiery Creek, Victoria, Australia, il 3 dicembre 1855. Va però detto che anche le regole del 1865 all’inizio non prevedevano limiti di durata, si continuava fino al k.o. o all’abbandono di un pugile. Col tempo però si impose la versione che, seppur con altre ma non sostanziali modifiche nel corso degli anni, viene praticata oggi. Giocò molto in questo anche l’ostilità delle autorità al pugilato a mani nude, considerato troppo violento, e progressivamente bandito in ogni stato.

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